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IVREA. Piscina comunale: l’ennesimo pasticcio

piscina comunale

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La scorsa settimana scrivevamo della superficialità con la quale la Giunta eporediese ha gestito la questione della possibile vendita al Ministero della Giustizia dell’immobile di proprietà di Ivrea Parcheggi dove si trovano gli uffici del Giudice di Pace e concludevamo la disamina con una notizia appresa da poco e cioè la chiusura della piscina comunale sine die. Tornando per un attimo a Ivrea Parcheggi si spera che la prossima Amministrazione Comunale saprà valutare con serietà e responsabilità l’utilità e l’opportunità di avere una partecipata all’85%  nata per gestire i parcheggi della città (anche quelli liberi) e che invece si limita a fare l’immobiliare e ad aumentare gli stalli a pagamento. Gli ultimi di cui siano venuti a conoscenza e dei quali non si sentiva certo la mancanza sono quelli di Via Aldisio in prossimità dell’ASL. Detto questo torniamo a bomba sulla piscina. Chi frequenta quella struttura sa che da tempo soffre di problemi di ammodernamento e di efficientamento che non sono mai stati risolti, né dall’attuale, né dalla precedente, amministrazione. Sono stati effettuati dei lavori, ma sempre rincorrendo l’emergenza invece di dare vita ad un progetto complessivo di ristrutturazione eseguibile nel tempo tramite lotti funzionali. Così si comporta l’attuale amministrazione, ma lo stesso faceva quella che l’ha preceduta nonostante più e più volte abbiamo chiesto di produrre un censimento del patrimonio immobiliare pubblico per individuare una scala di priorità di intervento per cominciare, in maniera sistematica, a elaborare dei progetti generali per essere pronti nel momento in cui si sarebbero reperiti i fondi. Ora che sono pure state stanziate ingenti somme con il fantomatico PNRR si sarebbe potuto dare vita ad un intervento definitivo che rimettesse la piscina agli onori del mondo. Agendo con interventi spot si rischia, prendendo in prestito un modo di dire molto utilizzato, di inserire il motore di una Ferrari nella carrozzeria di una 500 così che interventi puntuali, magari di buon livello, ma non inseriti in un quadro complessivo, non riescano ad invertire la tendenza al depauperamento dell’immobile. Questa situazione traballante negli anni ha fatto sì che molti utenti si spostassero sul privato oppure cominciassero a frequentare piscine di altri Comuni innescando un processo di impoverimento dei servizi offerti dalla nostra Piscina Comunale. Molti cittadini ricorderanno che uno dei cavalli di battaglia dell’attuale maggioranza fu la promessa, ovviamente non mantenuta, di realizzare addirittura un Palazzetto dello Sport senza dire però con quali fondi e che non si sarebbero interessati, in maniera organica, della manutenzione degli attuali impianti sportivi tra cui la piscina. E così dopo interventi a spizzichi e bocconi e dopo la chiusura forzata della pandemia qualche settimana fa viene annunciata la riapertura completa della piscina per il 12 settembre. Tutto sembra filare per il meglio quando, senza ascoltare le associazioni che operano in quel contesto, la Giunta, unilateralmente, decide di sospendere le attività, senza nemmeno comunicarlo ai consiglieri di minoranza e alla cittadinanza, tanto che quel giorno più di una persona si è presentata ai cancelli per praticare il nuoto libero o iscriversi alle attività proposte dalle molteplici associazioni. Sono scoppiate immediatamente le proteste e in pochi giorni si sono raccolte oltre tremila firme con la richiesta di non chiudere. Noi abbiamo chiesto la convocazione urgente di una commissione consiliare, invitando anche  chi opera in quel contesto, per conoscere le motivazioni e i dati che hanno causato questa drastica decisione. La risposta è stata che la Giunta, che non aveva mosso un dito nelle settimane e nei mesi precedenti, avrebbe convocato essa stessa (venerdi scorso) le associazioni in Municipio per valutare possibili soluzioni alternative. Bene! Ovviamente ci fa piacere, ma perché, nonostante le reiterate richieste negli anni questo incontro non è mai stato organizzato prima? Si sarebbero evitati tanti mal di pancia, proteste, mobilitazioni; l’impressione è che questa giunta per ciò che riguarda le politiche pubbliche per l’attività sportiva e per i giovani sia piuttosto latitante. Da voci di corridoio pare che dopo estenuanti trattative l’esecutivo abbia deciso, a scapito di un aumento dei costi per gli operatori, i quali a loro volta si dovranno rivalere sugli utenti, di riaprire i battenti almeno fino a fine anno. Dal punto di vista dell’efficienza e della serietà dell’azione amministrativa si potrebbe dire che la pezza apposta è peggiore del buco, perché qualcuno dovrà spiegare come sia possibile che una riapertura data per impossibile qualche giorno fa, sia per miracolo diventata possibile dopo una settimana di proteste. Delle due l’una: o i conti sono stati fatti in maniera approssimativa oppure la decisione è stata presa già sapendo che non ci saranno le coperture di bilancio. Ciò che continuiamo a non capire è quale sia il motivo per cui i problemi di una certa rilevanza non vengano condivisi con la minoranza per poterli affrontare con maggior autorevolezza e dopo un’analisi approfondita e trasversale ricercare insieme delle possibili soluzioni. E’ chiaro che all’interno della Giunta ci sia qualcuno molto più interessato alla prossima campagna elettorale che non ai problemi della città però, come abbiamo già avuto modo di dire, è impensabile e inaccettabile che da qui alle elezioni amministrative della prossima primavera la città venga amministrata in maniera così improvvisata.
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