L’elettrificazione della linea ferroviaria Aosta - Ivrea continua a creare perplessità: al centro della contesa non campeggerebbe tanto l’elettrificazione della linea stessa, ma la mancanza di inclusione dei piccoli comuni all’interno del progetto. Le criticità, i problemi e le eventuali soluzioni da proporre sarebbero tante, ma ad alcuni comuni questa possibilità non è nemmenostata data.
Mercoledì 7 settembre, però, è arrivata la grande novità: “dopo l’incontro di oggi, l’impasse istituzionale che per lungo tempo ha tagliato fuori i piccoli Comuni dal progetto di elettrificazione della Linea Aosta-Ivrea, sembra essersi sbloccato” ha dichiarato Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco, a latere della riunione (promossa dall’associazione “Italia 2026”) che ha coinvolto l’Ufficio di Missione PNRR del Ministero delle Infrastrutture, la Regione Piemonte e i sindaci di Borgofranco e Quincinetto.
Poca inclusione? Piccoli comuni che non riescono a esprimere i loro problemi? Partiamo dall’inizio. L’incontro dello scorso mercoledì è stato proposto da “Italia 2026”, associazione nata questa primavera e di cui Francisca risulta Segretario. Il fine di Italia 2026, si apprende, è quello di far sentire la voce dei piccoli comuni, portare le loro problematiche direttamente a Roma e cercare di risolverle con i ministeri competenti.“I comuni interessati dal progetto sulla Aosta - Ivrea sono quelli nel nord dell’eporediese: noi siamo stati contattati ma mai coinvolti nei dibattiti e con Ivrea, per esempio, non si sono comportati così. La nostra stazione è importante al pari di tutte le altre e vogliamo che venga considerata” ha spiegato Francisca.
I problemi connessi al progetto di elettrificazione della linea ferroviaria, e lamentati dai piccoli comuni, sarebbero due: eventuale chiusura di alcune stazioni e criticità connesse ai passaggi a livello. Con l’elettrificazione della linea, ci sarebbe la possibilità che alcune stazioni venissero chiuse, destino peraltro a cui sono già andate incontro le fermate di Tavagnasco, Montalto e Quincinetto. Al momento le future fermate non sono ancora certe ma in caso la stazione di Borgofranco chiudesse i battenti, comunque, il disagio generato per i cittadini non sarebbe da poco, per non parlare dell’influenza sull’economia locale, dato che chi lavora in stazione si ritroverebbe disoccupato.
La seconda criticità, invece, riguarda i passaggi a livello: “in città al momento abbiamo una decina di passaggi a livello: sono un ostacolo perché bloccano il traffico e aumentano le emissioni di CO2 - dice Francisca - se si creassero dei sovrappassi si risparmierebbe energia e risolveremmo il problema dei mezzi pesanti che passano nel centro cittadino ma, di nuovo, non abbiamo avuto né modo né possibilità di esprimere le nostre posizioni”.
Mercoledì 7, però, è arrivata la svolta: in occasione della riunione con l’Ufficio di Missione PNRR sopracitato e la Regione Piemonte, il primo cittadino borgofranchese si è messo in contatto con Cristina Del Tutto, presidente di “Italia 2026” e direttore di Radio Parlamentare: “siamo riusciti a far capire che il progetto di elettrificazione di questa tratta ferroviaria avrà un impatto strategico tanto per la Valle D’Aosta quanto per la Regione Piemonte, e che i piccoli comuni che finora erano stati esclusi dai tavoli di lavoro devono essere coinvolti - afferma Francisca - ci tengo a ringraziare la presidente Del Tutto, che si è fatta portatrice presso le Istituzioni nazionali delle istanze dei piccoli comuni, e il dottor Davide Cifarrelli, coordinatore delle attività dell’Unità di missione per il Pnrr al MIMS”.
Sperando che con la riunione dello scorso mercoledì l’antifona possa finalmente cambiare, Francisca ha poi concluso: “questo è un esempio di collaborazione proficua tra le istituzioni. Il traposto in questa zona dovrebbe diventare elettrico, quindi vorremmo fare delle hub di mobilità sostenibile in prossimità delle stazioni: ci siamo già messi in contatto anche con il comune di Biella, il tutto per migliorare i collegamenti e rispettare l’ambiente. A breve, in collaborazione con la Regione, invieremo anche una lettera a Ferrovie dello Stato per esprimere le nostre posizioni. La voglia di collaborare c’è e le proposte sono tante, peccato che fino a qualche giorno fa non avevamo avuto nemmeno modo di esprimerle”.
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