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CHIVASSO. "Non siamo rimasti fermi a cinquant'anni fa..."

CHIVASSO. "Non siamo rimasti fermi a cinquant'anni fa..."

Igor Boni dei Radicali Italiani

A Chivasso, la campagna elettorale, proprio a ridosso del voto, infiamma più che mai i toni.

Dopo la denuncia, che suona tanto come ‘canto del cigno’, della giunta comunale uscente alla Procura di Ivrea contro il senatore Renato Cambursano – fervente sostenitore di Claudia Buo, candidata sindaco di LiberaMente - sotto la regia del piddino e ricandidato Claudio Castello, la parte avversaria politica di destra se ne esce con frasi alquanto inopportune.

Ma partiamo dal quadro generale. Il 3 giugno scorso, durante il dibattito-confronto con Claudia Buo, una delle domande rivolte dal direttore della Voce alla candidata a sindaco di centro destra Clara Marta, toccava un tasto dolente per il chivassese, ossia la situazione in cui verte la zona costeggiante l’Orco, che dalla strada provinciale per Montanaro porta a Pratoregio,  dove vi è un giro di prostituzione maschile. La candidata, che ha dimostrato di aver ben presente il problema, ha palesato l’intenzione di debellarlo.

Clara Marta è purtroppo ‘scivolata’ alla domanda successiva e le sue parole non sono di certo passate inosservate. Clara Marta, infatti, nel rispondere sulla questione dei matrimoni misti, ha commentato: “Se uno vuole essere gay, può esserlo. Se uno vuole sposarsi con un gay, anche. Però non sono per le manifestazioni o per questi populismi, per le situazioni populiste che per forza bisogna andare in piazza per dimostrare la forza delle coppie gay, che io non ho nulla in contrario anzi ho anche degli amici gay simpaticissimi”.

Dopo la lettera inviata al giornale dall’ex politico chivassese e attivista di sinistra Marco Riva Cambrino, in cui ha espresso indignazione per l’accaduto ed accusato Clara Marta di intolleranza e latente omofobia nei confronti delle coppie omosessuali, a intervenire è anche Igor Boni, presidente di Radicali Italiani. “Nelle parole della candidata si legge lo sforzo, il tentativo di essere e dimostrare tolleranza verso chi è - in tutta evidenza - considerato diverso”, esordisce Igor Boni e sottolinea l’importanza del ‘qui ed ora’, ossia “non siamo a 50 anni fa quando gli omosessuali erano definiti malati e quando a Torino nasceva il FUORI, la prima organizzazione politica, che rivendicava diritti per gli omosessuali e libertà sessuale”. Secondo il presidente dei Radicali Italiani, quelle parole sono uno dei campanelli di allarme del fatto che “molta strada si deve ancora compiere. Una strada – prosegue Boni - che porti a guardare due persone che si amano con gli stessi occhi sia che siano un uomo e una donna, due uomini o due donne. Una strada che porti non ad accettare ma ad avere rispetto per le scelte sessuali e affettive di ciascuno e per le infinite unicità che ciascuno rappresenta”. Igor Boni non ha alcun dubbio ed invita Clara Marta alla riflessione ed al dialogo: “quella strada lei la deve ancora compiere e noi la vogliamo aiutare, con il confronto e il dialogo. Non si tratta di avere anche amici gay, o di pelle nera, o mussulmani, o alti, bassi, calvi  o altro, ma di non classificarli in confini che recintano, limitano, emarginano” e conclude “E’ fondamentale rivendicare i diritti ed il rispetto per chiunque”.

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