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02 Maggio 2022 - 19:15
Emergenza Covid (foto archivio)
In altre faccende affacendati ci siamo quasi dimenticati del Covid, che a Settimo tira dritto tranquillo come un puciu. I 500mila vaccini/giorno pronosticati dal governo, che da noi significherebbero truc e branca quattrocento pizzichi al dì, sono andati a farsi benedire: al più possiamo dare per vaccinati i malati de noantri, i contagiati dalla variante Omicron che son passati dentro il covid senza sentirlo (tanto).
Dunque, non è che andiamo un’altra volta dal culo? Nella nostra ridente cittadina si ammala ancora oggi una cinquantina di persone al giorno, 300 cristiani alla settimana, un migliaio abbondante al mese. Con Pasqua la situazione è peggiorata, e di quei mille quaranta finiscono in ospedale, otto in terapia intensiva e due ci lasciano le piume, cosa che, come abbiamo già detto in passato, succede prima o poi a tutti, ma per favore, non così. Questo stanco mondo sappiamo com’è, ha dei difetti, ma dell’altro, dove qualcuno dice si stia niente male, in verità non sappiamo nulla. Per adesso, quindi, meglio restare qui.
Mettiamo che vada bene: alè, apriamo le stalle, come del resto stiamo già facendo, e non se ne parla più. A fine mese proviamo a organizzare una gita in Val Varaita e a giugno un esame di maturità decente per i nostri ragazzi che, giustamente, non ne possono più. Tra un paio di mesi ci sarebbe da andare quindici giorni al mare; se abbiamo tanta, ma tanta fortuna e siamo tanto, ma tanto bravi, a settembre mandiamo progressivamente qualcuno a vendemmiare, poi celebriamo (mascherinati) la festa di San Vincenzo de’ Paoli, la Fera d’la cuntenta e quella dei Coj in Settimo, dicendo tutti assieme qualche Avepateregloria che non si sa mai.
Se però va male, altro che libertà, viaggi, vacanze, ciulate, ristoranti e balere. Ci chiudiamo di nuovo tutti in casa e per le vacanze di Natale, sempre che si riesca a salvarle, prepariamo un giretto ai Mezzi Po o al Fornacino. La butto lì, spero di non chiamarla proprio io che di solito porto bene: due anni, e siamo fuori dalla sghinga per le Olimpiadi di Parigi, 2024.
Teniamo duro, altrove stan peggio di noi.
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