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12 Aprile 2022 - 12:14
Il palo caduto
CUORGNE'. Rapidità, efficienza ed una grande attenzione verso la sicurezza: sono gli aggettivi più appropriati per definire l’operato della Telecom. Se si comporta ovunque come ha fatto e sta facendo in questi giorni nella frazione cuorgnatese di Salto, possiamo tutti dormire sonni tranquilli.
Segnalate un disservizio? Avvisate di un pericolo? Niente paura, dopo le debite attese per prendere la linea ed ascoltare la pubblicità commerciale, verrete informati che nei prossimi giorni qualcuno interverrà. Quando? Non si sa, non esistono tempi certi, nemmeno in caso di grave intralcio o di pericolo per l’incolumità pubblica. Un’abitante di Salto si accorge per puro caso che il palo della linea telefonica collocato in un angolo del giardino – accanto alla strada ed al passo carrabile dei vicini - si muove. Spaventata e preoccupata, chiama il numero verde 800415042. Sono circa le 13,20-13,30 di venerdì 1 aprile. Dopo una serie di tentativi infruttuosi (il messaggio registrato comunica che “entro un minuto vi risponderà un operatore” ma subito dopo la linea cade) dall’altro capo del filo risuona finalmente una voce. Spiega che, quando il numero dedicato non risponde, la chiamata viene dirottata sul 187, dove una parte degli addetti è abilitata ad occuparsi delle segnalazioni ed informa: “Interverremo nei prossimi giorni”. Giorni? Ma il palo oscilla, potrebbe travolgere dei pedoni o gli occupanti di un veicolo! Niente da fare, i tempi sono quelli. Parte allora una mail di Posta Certificata indirizzata alla Telecom e, per conoscenza, alla Polizia Municipale di Cuorgnè, che agisce con grande rapidità: dopo nemmeno un’ora arriva un vigile, constata la situazione e ne prende nota. Certo non può essere lui a mettere in sicurezza il palo…
Il giorno successivo, sabato 2 aprile, alle 15,34 telefona un tecnico (probabilmente di una società esterna) chiedendo che gli vengano inviate delle foto, cosa che avviene dieci minuti più tardi. Non sa dire nulla sui tempi: il suo compito è quello di raccogliere le informazioni e di trasmetterle alla struttura incaricata.
Trascorre una settimana e nessuno si fa vivo.
Sabato 9 aprile, intorno alle 14,15, mentre infuria un vento piuttosto violento, i vicini di casa odono un tonfo e scoprono che non possono entrare o uscire con la macchina perché lo spiazzo davanti al loro cancello è ostruito dal palo. Per fortuna il crollo era avvenuto in un momento in cui lo spiazzo era vuoto.
Questa volta, vista la situazione di emergenza, la prima telefonata è per i Vigili del Fuoco ma le richieste che stanno ricevendo sono tante e non sanno quantificare i tempi d’intervento. Nuova chiamata per la Telecom: ora che il palo è crollato, sicuramente si muoverà. No: i tempi medi d’intervento si aggirano sui venti giorni. Se c’è un pericolo imminente tocca ai Vigili del Fuoco, anzi era ad essi che ci si sarebbe dovuti rivolgere sin dal primo giorno. L’operatrice però non lo aveva suggerito.
Fortunatamente, con l’aiuto della vicina (e rimediando qualche dolore alla schiena) il palo viene messo a terra e spostato sulla strada lungo il muretto di recinzione. E’ ancora lì, dopo due giorni.
Naturalmente il collegamento telefonico è interrotto. Ne risente un’unica abitazione ma è forse un motivo valido per non ripristinarlo in fretta? In casa due persone utilizzano Internet per lavoro anche nel fine settimana. Nuova chiamata al 187, che rassicura: verrà fatto a breve, anche fra poche ore. Sono trascorsi due giorni e non è accaduto nulla.
In compenso è stato facile svelare il mistero della durata limitatissima del palo: appena 12 anni. Era marcio alla base perché conficcato nel terreno senza alcun sostegno né protezione, come si fa con i paletti destinati a proteggere arbusti od alberelli appena piantati. Sono queste le regole per pali elettrici e telefonici? Oppure non esistono nemmeno delle regole e le imprese fanno quel che pare a loro? Non c’è da sentirsene rassicurati.
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