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26 Ottobre 2021 - 10:08
Il giuramento di Bosso
La nuova amministrazione comunale di Brusasco ha iniziato il suo mandato in modo non proprio tranquillo. Il primo punto all’ordine del giorno, come da regolamento, era “esame delle condizioni di eleggibilità del Sindaco e dei proclamati eletti consiglieri comunali”. Tutto regolare secondo le verifiche effettuate, almeno stando al parere espresso dal sindaco Giulio Bosso. Il consigliere e onorevole Carlo Giacometto ha invece sollevato un’eccezione: ha chiesto al Segretario Comunale di verificare se vi sia incompatibilità tra la funzione di consigliere comunale di Mario Perotti e la carica di presidente di una associazione (Associazione Pro Marcorengo, ndr) che riceve contributi dall’amministrazione comunale.
Dopo un dibattito correttissimo sulla esatta interpretazione dell’art 4 comma 4 del regolamento, viene deciso di procedere alla approvazione del punto 1 dell’ordine del giorno, per permettere la funzionalità del consiglio comunale nella sua interezza, esaminando a parte la posizione del consigliere Perotti. A questo punto c’è stata la nomina ufficiale del sindaco che ha indossato per la prima volta la fascia tricolore. In realtà era la terza volta, essendo già stato sindaco in precedenti mandati.
Il neo eletto sindaco ha rivolto un discorso a tutta la cittadinanza, anche ai non votanti, ricordando a ciascun gruppo sociale e quindi ad ogni cittadino la possibilità di dare il proprio contributo alla amministrazione del Comune.
Vi è stata poi la comunicazione del sindaco sull’avvenuta nomina dei componenti della giunta comunale, con attribuzione delle deleghe come già prestabilito: a Pierpaolo Ferraris, in qualità di vicesindaco, vanno le deleghe al bilancio, al commercio, all’edilizia ed urbanistica, viabilità e servizi cimiteriali. All’assessore Perotti Mario le deleghe all’agricoltura, ambiente e territorio, sicurezza e protezione civile, sport e tempo libero. Restano in capo al sindaco le deleghe al personale, opere pubbliche, trasporti, cultura e istruzione, servizi sociali e sanitari , tributi.
Per dichiarata volontà di apertura al dialogo con la minoranza, viene concesso al consigliere Giacometto di intervenire a nome del suo gruppo.
Il consigliere ha espresso i suoi ringraziamenti ai vari gruppi sociali, esprimendo anche la propria solidarietà al presidente della regione Cirio, in merito alla sua presenza in campagna elettorale che ha provocato l’intervento dell’allora candidato Bosso. L’elezione dei componenti della commissione elettorale è terminata con la nomina di Masino Eleonora, Caldaro Elisa, Testore Daniele, supplenti Serra Daniela, Lagna Gian Lorenzo, Giacometto Carlo. Ancora qualche scaramuccia verbale sulla ormai conclusa campagna elettorale, ed il primo consiglio comunale della nuova amministrazione viene archiviato.
L’ha ribadito in Consiglio comunale e, per essere chiaro, l’ha ripetuto ieri con un post sul suo profilo facebook.
“Fra i Comuni del nostro territorio c’è chi “apre le porte alle donne” e poi c’è chi, al contrario, promuove le pari opportunità solo per propaganda e a parole, perché poi nei fatti si adegua a modalità del trapassato remoto. Sono scelte”.
Il riferimento del parlamentare, e consigliere comunale di opposizione a Brusasco, Carlo Giacometto, è alla Giunta tutta al maschile del neo sindaco Giulio Bosso.
“In Consiglio comunale ho espresso solidarietà alle donne, che non sono rappresentate in Giunta - inforca Giacometto -. La scelta è stata questa, ognuno fa ciò che crede, solo mi fa specie che sia stata presa da parte di chi ha fatto una lista composta dal 50 per cento uomini e dal 50 per cento donne. Alla fine, quando è stato il momento di scegliere, il sindaco ha messo solo uomini...”.
“Credo che quello brusaschese sia uno dei pochissimi e rarissimi casi in Piemonte, avendo a disposizione tre donne elette in maggioranza - conclude -. Alcune che hanno avuto un buon riscontro, altre che hanno un profilo adeguato dal punto di vista amministrativo. Il fatto che si dica che ci sia una staffetta tra qualche mese e un conto a metà mandato, tra due anni e mezzo. Le pari opportunità sono buone per fare i convegni, poi quando è ora di scegliere...”.
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