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26 Ottobre 2021 - 09:55
Claudio Castello e Marco Marocco
CHIVASSO. E se il centrosinistra chivassese si affidasse alle primarie per individuare il candidato sindaco?
E’ l’ipotesi, neanche tanto campata per aria che sta iniziando a circolare in questi giorni nelle chiacchiere sotto i portici di via Torino e, soprattutto, nei salotti del centrosinistra chivassese che conta, almeno a Palazzo Santa Chiara.
Sembrerebbe questi infatti l’unica via per poter uscire da un pantano in cui rischia di finire il centrosinistra così come ci piombò nel 1997.
Sono almeno tre i nomi dei papabili candidati alla carica di sindaco di Chivasso: l’ormai ex vice sindaco metropolitano, e consigliere comunale dei 5 Stelle, Marco Marocco, candidato per un contenitore di centro in cui figurano LiberaMente, l’Unione Civica Chivasso e quel che resta dei 5 Stelle; l’ex assessore della Giunta Ciuffreda ed ex consigliere di maggioranza, oggi all’opposizione, Claudia Buo, anche lei possibile candidata per il contenitore di centro in alternativa a Marocco; e, infine, ultimo ma certamente non ultimo a mettere sul piatto il suo nome, il sindaco Claudio Castello, sostenuto per un mandato-bis da quella componente del Partito Democratico che si rifà al segretario in scadenza, e pronto a ripresentarsi, Massimo Corcione, e dal duo Mastroleo-Siragusa, ex non ex di Chivasso Solidale.
Per intenderci, non così caldo il Castello-bis nei pensieri della neo assessore al Lavoro di Torino Gianna Pentenero o del presidente del Consiglio comunale chivassese, Gianni Pipino.
Per evitare una nuova primavera ‘97, quando all’epoca si scontrarono due candidati a sindaco di centro sinistra (Antonio Napoli da una parte e Francesco Lacelli dall’altra, ndr) consegnando di fatto le chiavi dalla città ad un giovanissimo Andrea Fluttero, candidato sindaco per la coalizione di centrodestra, e soprattutto per scongiurare una nuova Settimo 2019 quando l’amministrazione uscente di centrosinistra del sindaco Fabrizio Puppo dovette fare i conti con il Partito Democratico che sostenne la candidatura a sindaco di una giovane e rampante Elena Piastra, ecco balenare l’idea delle primarie.
Insomma: per non consegnare le chiavi della città al centrodestra e arrivare ad una guerra fratricida all’interno del centrosinistra, l’unica via pare quella della consultazione della base tanto cara ai compagni.
Ma restano tanti gli interrogativi sul tavolo. Primo: si riusciranno ad organizzare primaerie serie oppure si assisterà ad una nuova esibizione di truppe cammellate così come già successo quattro anni fa? C’è davvero la volontà di ricorrere ad uno strumento come le primarie per individuare un candidato condiviso quando gli ostacoli maggiori ad un Castello-bis sono proprio legati al Castello-bis?
Per capirci: davvero Cambursano e Ciuffreda, i più critici nei confronti dell’attuale sindaco dopo la divulgazione del contenuto delle intercettazioni telefoniche tra lo stesso Castello e un presunto affiliato di ‘ndrangheta, hanno la volontà di sedersi intorno ad un tavolo in cui nel menù c’è anche l’ipotesi di candidare il sindaco uscente? Mah!
Meglio le primarie o una Settimo-bis?
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