Tempo fa, quando ero giovane, o perlomeno bastava che respirassi, vi resi
edotti, in modo vago e approssimativo, riguardo al primo Vescovo di Ivrea,
Sant'Eulogio. Ecco, mi piacerebbe tantissimo poter raccontarvi di tutti i
vescovi successivi, per filo e per segno. Potrei andare avanti con questa
rubrica per decenni, salvo mutamenti climatici eccessivi, riguardo ai quali
citofonare Anna Malo.
E invece nisba, poiché per i successori al confronto la documentazione su
Sant'Eulogio è esaustiva e dettagliata.
E allora mi tocca fare un salto temporale di quasi un millennio, e passare
direttamente ad Alberto Gonzaga. Suona bene, vero? Bel nome altisonante.
Alberto Gonzaga, anche conosciuto come Alberto Corradi da Gonzaga, oppure
sconosciuto in entrambi i modi, nacque a...avete dieci secondi per rispondere.
Dieci, nove, otto...sì, sto a perdere tempo con voi, che avete letto meno libri
della Borgonzoni e Rossano Sasso messi assieme (che poi che senso ha metterli
assieme, è già troppo uno, boh). Ovviamente era nato a Mantova. I Gonzaga di
Mantova, no??? E invece sì.
Come al solito date precise non se ne hanno, a quei tempi erano sempre
approssimativi, comunque doveva essere intorno al 1260, insomma una specie di
fratello maggiore di Dante (visto come colgo al balzo le commemorazioni? Ah sì,
mi stupisco di me stesso...di voi no, che...lasciamo perdere...).
Il padre era Antonio Corradi da Gonzaga, ma il più famoso era il nonno, Guido
Corradi Gonzaga, il quale sposò Estrambina di San Martino, una canavesana di
cui un giorno narreremo, soprattutto per la sua grande amicizia con Georgia
Popolo, insieme alla quale amava giocare a soldatini con le statuette del
Presepe.
La cosa curiosa comunque è che se cercate Antonio, fra i figli di Guido, non lo
trovate... non prendetevela con me, io non c'entro. In compenso il padre di
Guido si chiamava Antonio...vabbè. In ogni caso costoro furono i fondatori
della imporntentissima casa dei Gonzaga. Ma il nostro Alberto entrò presto
nei Francescani, quindi non contribuì alla genealogia.
Ma le stranezze non si limitano a queste. Ad esempio, risulta che nel 1271
ottenne l'incarico, da parte del Papa Gregorio X, di pacificare alcuni alterchi
nell'ambito del Monferrato, ai quali parteciparono anche tale Gigno Vinia,
che si battè orgogliosamente contro la leggenda che i fagioli grassi fossero
stati inventati a Spigno Monferrato, e un tale Vincenzo che, vestito da
Generale per combattere una terribile pestilenza, fondò il partito Forza
Monferrato. Ora, secondo la data di nascita indicativa, questo incarico lo
avrebbe svolto a circa undici anni, ovvero quando io ascoltavo ancora Topo
Gigio.
E nondimeno a dodici anni sarebbe diventato ambasciatore a Costantinopoli
presso l'Imperatore Michele VIII, e a quattordici avrebbe partecipato al
Concilio di Lione con Bonaventura di Bagnoregio. Insomma, roba che nemmeno
Shirley Temple.
Da maggiorenne poi divenne Vescovo di Ivrea, giovandosi del supporto del
fratello Federico, trascurando purtroppo suo cuggino. Nel 1291 fondò il
Monastero delle Clarisse.
Morì il primo dicembre 1321, quindi un paio di mesi dopo Dante.
Adesso vado a sostenere la candidatura di Balzola a Vescovo di Montefeltro.
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