Cerca

RIVAROLO. 2020 annus horribilis per la ristorazione

RIVAROLO. 2020 annus horribilis per la ristorazione

Fausto Marchio titolare della Vinosteria Malgrà a Rivarolo Canavese

Fausto Marchio, 38 anni, residente a Front, è il titolare della Vinosteria Malgrà di Rivarolo Canavese in Via Palestro, 46. La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova il settore della ristorazione, la chiusura dei luoghi di ristoro delle regioni in fascia arancione-rossa, disposto dal Dpcm 14 gennaio 2021 non ha lasciato spazio ad alternative.

«L’epidemia da Coronavirus è stata indubbiamente gestita con serietà e grande attenzione dal punto di vista medico, ma creando al tempo stesso paure ed allarmismo che potevano essere contenuti - osserva Fausto Marchio -. Lo Stato ha aiutato i ristoratori con manovre economiche che, personalmente, mi hanno dato una boccata d’ossigeno, ma che ovviamente non potranno mai risarcire completamente i danni economici che il mio ristorante ha subito».

Il 2020 è stato un anno terribile per il mondo della ristorazione, ma anche la filiera agroalimentare ne ha risentito. La stima di Coldiretti circa i danni indiretti della chiusura a singhiozzo della ristorazione sull’intera filiera è di 10 miliardi di fatturato. Infatti, secondo il consuntivo di Coldiretti c’è stato un ammanco di 9,6 miliardi per i mancati acquisti in cibi e bevande. «Durante il periodo natalizio abbiamo proposto ai nostri clienti dei buoni cena e dei buoni valore da regalare ai propri amici e parenti. l’idea e’ piaciuta molto forse perché tutti noi auspichiamo in un prossimo ritorno alla tanto agognata libertà» racconta Marchio.

Purtroppo, i consumi fuori casa degli italiani nel corso del 2020 sono crollati del 48% con una drastica riduzione della vendita di molti prodotti agroalimentari, a danno delle settantamila industrie alimentari e delle 740mila aziende agricole italiane.

Alla luce degli ultimi provvedimenti sanitari e delle nuove restrizioni sanitarie, i servizi d’asporto - take away e delivery -, nelle regioni laddove il governo li permette, possono diventare soluzioni alternative per compensare la mancanza del servizio tradizionale. Tuttavia, come ha raccontato recentemente Lisa Abend, una stimata e seguitissima Food Writer che pubblica articoli su prestigiosi giornali quali il New York Times e Los Angeles Times, bar e ristoranti sono diventati molto più di luoghi dove bere e mangiare: “Non più una mera fonte di sostentamento o convivialità, i locali sono diventati un’arena essenziale della vita moderna - posti a cui guardare per status e comunità, divertimento e arte, impegno politico e gestione ambientale”.

«I clienti che amano frequentare la Vinosteria Malgrà, spesso ci fanno notare che l’ambiente cordiale, accogliente e ospitale li fa sentire a casa. Trascorrere una serata presso il nostro ristorante li aiuta ritrovare quella pace perduta durante una giornata di duro lavoro, permette loro di trovare un momento di serenità da condividere con la famiglia e di concedersi il giusto riposo tra cibo e buon vino. Tutto questo - che per noi rappresenta una forma di amore verso i nostri clienti - è impossibile da trasmettere attraverso il take away - spiega Marchio  -. Per questo motivo abbiamo deciso di salutare temporaneamente la nostra clientela, pronti ad accoglierla con rinnovato slancio alla prossima riapertura».

La crisi pandemica ha quindi portato bar e ristoranti a mettere in atto forme alternative di servizio, non solo attivando il delivery e il take away, ma anche prevedendo particolari distanze e pagamento al tavolo per evitare code in cassa, ad esempio. Insomma, la pandemia ha reso necessario reinventarsi. «Certamente il mio locale dovrà riorganizzarsi al meglio e progettare nuovi modelli di gestione. Riflettendo sul futuro, il mio pensiero vuole essere assolutamente positivo, però temo che dovremo tutti abituarci ad una nuova “normalità” - riscontra Marchio  -. Nonostante il piano vaccinale, le misure di prevenzione e di contenimento del virus non verranno abolite all’improvviso…».

Come ci ha insegnato Charles Darwin: «Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento!».

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori