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CHIVASSO. Giorgio Scapecchi si racconta…

Un chivassese doc, titolare dello storico negozio “Scapecchi Sport” di via del Collegio 7/D… stiamo parlando di Giorgio Scapecchi, classe 1958, che è qui per raccontarsi e farsi conoscere meglio.

Mia mamma Dorina, molto conosciuta come pittrice, ha insegnato per tanti anni taglio e cucito; papà Alvaro era, invece, sarto ed era una persona molto sportiva, grande amante dello sci e fondatore dello ‘Sci Club Chivasso’ - comincia a raccontare -. Io ero un bambino tranquillo, timido e a otto anni sono entrato a far parte degli scout. Lì con loro ho capito che potevo sconfiggere la mia timidezza facendo cose che strappavano sorrisi a chi avevo di fronte. Mi faceva piacere e me lo fa tutt’ora divertire e dare leggerezza. Ho fatto parte degli scout fino ai diciotto anni e ho conosciuto tantissime persone che sono entrate a far parte della mia cerchia di amicizie - aggiunge -. Alla fine degli anni ‘70 mi sono iscritto ad un laboratorio teatrale, mi divertivo tantissimo e così nacque in me l’idea di voler fare l’attore nella vita… non pensavo minimamente di fare il commerciante e di gestire il negozio di famiglia che, tra l’altro, da sartoria era diventato rivendita di articoli sportivi e aveva preso il nome ‘Scapecchi Sport’, nome che porta ancora oggi”. Giorgio è diventato principalmente attore di commedie per bambini, sono sempre stati loro il suo pubblico preferito. Ma a venticinque anni succede qualcosa che infrange la sua serenità e i suoi sogni. “Ho avuto una specie di ictus, avevo un angioma congenito che è esploso e mi sono ritrovato sotto i ferri con dei chirurghi ad aspirarmi il sangue dalla testa. Sono stato per un mese ricoverato in ospedale e per riprendermi ci ho messo un annetto buono. Avevo la parte destra del corpo semiparalizzata, ma piano piano ho recuperato la mia funzionalità corporea - racconta -. Dopo essere stato male le mie velleità di diventare attore le ho messe da parte e ho cominciato ad aiutare papà in negozio, anche se il mondo del commercio non mi piaceva. Diciamo che ho ridimensionato le mie idee sul cosa fare nella vita”. Dopo l’incidente, con gli amici che non l’hanno mai lasciato da solo in quel periodo difficile, ha organizzato uno spettacolino dove ognuno di loro recitava poesie demenziali, scherzose ed ironiche. Le stesse che componevano già prima che lui stesse male. “Alcune persone che organizzavano un Festival di Cabaret a Torino mi hanno visto e mi hanno chiesto di parteciparvi. A quello ne sono seguiti altri e nel 1990 sono stato selezionato per un programma di Pippo Baudo che si chiamava ‘Gran Premio’. Sono andato a Roma e per tre mesi, tutti i giovedì sera, andavo in onda su Rai 1 e partecipavo a questa gara fra regioni che vedeva come protagonisti cantanti, musicisti e comici. Dal programma sono usciti personaggi come i Tazenda, Aldo e Giovanni ai tempi ancora senza Giacomo e il Mago Scimemi” racconta. Per quattro/ cinque anni Giorgio Scapecchi ha partecipato a svariati festival e fino a metà degli anni ‘90 si è esibito nei locali, lavorando in parallelo anche in negozio. Successivamente ha iniziato a dedicarsi solo a quest’ultimo. “Dico sempre che uno su mille ce la fa e io, per una volta (durata un paio di anni), sono stato primo… poi sono stato fra i restanti novecentonovantanove” dichiara simpaticamente.

Altra grande passione di Giorgio è da sempre la musica. A quindici anni già ascoltava il rock, il jazz e il folk… non la classica musica commerciale. Dopo il periodo cabarettistico ha iniziato a frequentare assiduamente il variegato mondo del folk. E’ entrato a far parte di un gruppo folk, appunto, in cui suonava le percussioni; la loro musica era principalmente quella irlandese, francese e occitana. “Abbiamo suonato parecchio in giro, fino al 2015 non abbiamo mai smesso” spiega.

Oggi Giorgio Scapecchi continua ad occuparsi del negozio di famiglia aperto dal papà, che purtroppo è venuto a mancare nel 2003. Ci racconta che il negozio, nonostante il passare degli anni, è rimasto sempre il medesimo: allo stesso indirizzo, non si è mai né rimpicciolito né ingrandito. Il papà era specializzato nel campo degli sci, ai tempi esistevano solo il suo negozio e “Milici”, ma poi con l’arrivo dei centri commerciali e con la svalutazione che ha fatto diventare lo sci uno sport molto caro, “Scapecchi Sport” si è aperto anche alle altre discipline sportive. “Io comunque aggiusto ancora gli sci e collaboro con lo Sci Club ‘Puntaindren’ di Verolengo facendo da punto iscrizioni, affitto attrezzatura e centro riparazioni. Oltre a vendere abbigliamento e ciò che è necessario per praticare qualsivoglia sport vendo anche abbigliamento casual. Colgo l’occasione per invitare coloro che hanno bisogno di queste cose di venire a trovarmi, ‘Scapecchi Sport’ ha sempre dei prodotti interessanti e carini e ci sono anche delle novità, infatti si sta specializzando anche in taglie forti. Chi volesse può seguirmi su Facebook sul mio profilo ‘Scapecchi Giorgio’ e sulla mia pagina ‘SCAPECCHI SPORT’ e rimanere sempre aggiornato” afferma sorridente.

In chiusura intervista non ci fa mancare, nuovamente, la sua fine ironia. “Se mi chiedete cosa spero per il futuro rispondo che non è il caso di pensarci in un momento come questo. Però posso dire di essere soddisfatto della mia vita e sono contento di essere stato giovane quando ero giovane, cioè fino ai cinquant’anni più o meno. Gli unici due rimpianti che ho sono di non aver frequentato l’università, forse avrei fatto Archeologia, e di non aver visto il concerto dei Police al Palasport di Torino nel 1980” afferma in conclusione e ci saluta sorridendo.

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