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13 Ottobre 2020 - 17:19
La salma di Said El Azzouzzi Abbane è partita per il suo lungo viaggio. Sarà tumulata in Marocco a Ouled Azzouz, un piccolo paese in provincia di Khouribga, a 120 km a sud di Casablanca.
Said, 33 anni, ha perso la vita in un incidente stradale nel tardo pomeriggio di giovedì 1 ottobre. Era in sella alla sua moto, verso le 19, quando ha perso il controllo del mezzo finendo contro una Toyota Yaris. Inutili i soccorsi: per Said non c’è stato niente da fare. La notizia è stata diffusa dai social network, raccogliendo messaggi di cordoglio e centinaia di frasi di stima ed affetto. Per l’estremo saluto a Said, definito come “l’amico di tutti”, i commercianti hanno tenuto le serrande abbassate e decine di settimesi si sono radunati in via Italia, per assistere alla preghiera funebre in lingua araba. E infine, martedì 6 ottobre, l’area mercatale è stata gremita di connazionali ma anche di tanti settimesi. “Secondo il Corano - ha detto un familiare di Said durante l’orazione funebre - se una persona muore e ci sono altre quattro persone che parlano bene e pregano per il defunto, Allah apre le porte del paradiso. E qui, siamo davvero in tanti”. Anche la sindaca Elena Piastra ha faticato a trattenere le lacrime durante il suo saluto: “Caro Said, ti conosco da sempre, non riesco neppure più a ricordare da quanti anni. Di certo dai tempi del bar, io quindicenne e tu un po’ più piccolo. - ha letto la sindaca al centro di un cerchio composto da circa quattrocento persone - . Hai fatto innamorare una città intera e te ne sei andato all’improvviso, lasciandoci tutti increduli, a dirci l’un l’altro l’ultima volta che ti abbiamo visto. Tante parole sull’integrazione pensate nella teoria e poi hai fatto tutto tu, il più settimese dei settimesi”. Al microfono si sono alternati i familiari più stretti di Said Abbane, e il papà Mohammed ha ripetuto ciò che ha detto a tutti: “Grazie Settimo e grazie Italia per tutto quello che avete fatto per mio figlio Said”, ha detto commosso il papà. E la preghiera dell’Imam, intervenuto per guidare la preghiera in arabo, ha invocato la protezione di Allah per tutti i presenti. “Sei stato un esempio, con quel tuo sorriso furbetto, capace di venderti cd finti e scarpe col numero sbagliato e poi anche capace di diventare imprenditore nella nostra città, - ha detto ancora la Piastra - dare da lavorare a giovani settimesi, aiutare il lavavetri a fare domanda per il permesso di soggiorno e il vecchietto a mettere a posto il telecomando. Tu ti sentivi a casa qui, Settimo ti ha accolto e hai reso la città fiera di averti come cittadino”.
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