Gentili amministratori, assessori e consiglieri comunali di Torrazza, a che gioco giochiamo? Questo misterioso nuovo progetto smarino c’è o non c’è? Ce l’avete in Comune o no? Prima di esprimere il vostro parere favorevole in consiglio comunale l’avete letto? Noi il progetto lo stiamo chiedendo al Comune da almeno una ventina di giorni, e non lo abbiamo ancora ricevuto. Nel sito informatico del Comune non lo troviamo. In rete non lo troviamo. Come i consiglieri sanno benissimo, il progetto integrale non era allegato alla delibera di consiglio che loro hanno approvato il 27 dicembre, e infatti non è stato pubblicato nell’albo pretorio. Per questo, tra l’altro, continuiamo a chiederci: i consiglieri sanno cosa hanno approvato?
Può darsi che il progetto in versione digitale sia molto “pesante”: le versioni precedenti erano composte di decine di elaborati tecnici, di tavole, di fotografie. Forse tanto pesante da rendere difficile pubblicare tutto quanto nell’albo pretorio del Comune. Ma allora basta che il Comune pubblichi un link dal quale scaricarlo. Così non solo noi, ma tutti i cittadini di Torrazza potranno prenderne visione senza tribolare.
Non è mica il progettino della riparazione di una stradina. È il progetto che prevede di portare a Torrazza 850.000 metri cubi del contestato smarino e di costruire un collegamento tra la ferrovia e la cava. Un grande business per il cavatore, che dopo averci guadagnato vendendo la ghiaia per l’alta velocità Torino – Milano, ci guadagnerà (legittimamente) una seconda volta vendendo lo spazio per stoccare lo smarino.
A fronte di questo grande business non si capisce cosa ci guadagnerà Torrazza. Ci perderà in immagine, perché il “paese dello smarino” non è un bel biglietto da visita. Ci perderà in ricchezza, perché gli immobili scenderanno di valore. La zona di Borgoregio cambierà aspetto e non certo in meglio. Aumenteranno le preoccupazioni per l’ambiente e per la salute, in un paese che soffre già per la presenza di una grande discarica che cerca sempre di espandersi, di una centrale a biomasse, e delle cave di argilla esaurite che aspettano solo di essere riempite di rifiuti, come nel novembre 2014 un tecnico della Provincia disse all’assessore all’ambiente Annamaria Memmo in una riunione sulla discarica: “purtroppo il territorio di Torrazza Piemonte, caratterizzato da numerose cave dismesse, si presta.. ad essere individuato per realizzare impianti di discarica”. Ci sbagliamo? Siamo troppo pessimisti? Fateci vedere il progetto e se ci sbagliamo ci correggeremo.
Nell’attesa, e per tentare di capirne di più, abbiamo cominciato a telefonare ai consiglieri comunali – Alberto Baesso, Annamaria Memmo, Raffaella Lisa, Luca Palandri, Serena Bucci, Claudia Crema e Antonio Losurdo - che insieme al sindaco hanno espresso parere favorevole all’arrivo dello smarino. Volevamo anche sapere perché avevano cambiato idea: in campagna elettorale, nel maggio scorso, erano contro lo smarino, e a dicembre erano già diventati a favore.
Alcuni di loro si sono irritati e volevano sapere chi ci aveva dato il numero di telefono. Bene, il loro numero di telefono è sul sito del Comune nella sezione significativamente intitolata “Amministrazione trasparente”, a disposizione di tutti. E poi non comprendiamo la loro irritazione. Sono personaggi pubblici, hanno voluto loro diventare consiglieri e amministrare un Comune di 4.000 abitanti: ora accettino gli oneri, non sono gli onori.
Di telefonata in telefonata, abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in un consigliere cordiale e non irascibile. Gli abbiamo chiesto di intercedere presso il Comune affinché ci mandi il progetto. Ci ha promesso che lo farà. Poi ha invitato il sottoscritto a andare in Comune sabato mattina: “Ci saremo tutti e le daremo tutte le informazioni che desidera”. Eh no, caro consigliere, prima ci mandi il progetto, noi ce lo leggiamo attentamente, e poi ci vediamo. Come abbiamo già detto alla consigliera Memmo una ventina di giorni fa, senza avere più avuto risposta.
Anzi, a pensarci bene, caro consigliere, perché non viene lei a trovarci in redazione, come hanno fatto Enzo Castenetto, Luigi Corna e Rocco Muscedra? Troppo facile invitare un solo giornalista e fargli trovare di fronte lo schieramento di otto consiglieri che gli possono raccontare quello che vogliono tanto lui non è stato messo in condizione di informarsi prima per bene. Venga lei da noi. Ovviamente, l’invito vale anche, non è nemmeno il caso di dirlo, per tutti i suoi colleghi e per il sindaco Massimo Rozzino. Cordiali saluti
piero meaglia
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