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CHIVASSO. Il ponte di via Foglizzo è "guasto": lo dice uno studio

CHIVASSO. Il ponte di via Foglizzo è "guasto": lo dice uno studio

Il cavalcaferrovia di via Foglizzo

Il cavalcaferrovia di via Foglizzo, che sovrappassa la ferrovia Torino-Milano, necessita di un “ammodernamento”.  E’ quanto emerge da uno studio, redatto da un ingegnere di Torino, sullo stato di conservazione dei ponti della città.

Con la determina del 7 agosto, insieme all’incarico di progettare la sistemazione del ponte sulla roggia San Marco, il Comune ha affidato ad un professionista un approfondimento circa le condizioni del cavalcaferrovia di via Foglizzo e di due ponti di stradale Torino, che scavalcano rispettivamente il rio Orchetto, all’altezza di via Settimo, e il rio nuovo Orchetto presso lo stabilimento Rivoira.

Secondo la determina i tre ponti necessitavano di “verifiche urgenti per definire i valori massimi di transitabilità ammessa”. Cioè il tonnellaggio massimo che possono sopportare. Poiché la verifica era dichiarata urgente, su questo giornale ci eravamo chiesti perché il Comune non avesse subito emanato un’ordinanza per vietare il transito di automezzi pesanti.

Perché sul ponte di Pratoregio non potevano nemmeno passare le automobili e sul cavalcaferrovia di via Foglizzo può passare di tutto, autoarticolati compresi?

Per la verità nella prima relazione redatta dall’ingegnere, depositata in luglio, non troviamo affatto la parola urgente. Non conosciamo la ragione di questa difformità. Come che sia, la relazione sul cavalcavia di via Foglizzo rivela che soffre di notevoli guasti.

Consideriamo che il ponte ha più di sessant’anni. Esso presenta sul 50% della superficie questi fenomeni: umidità dall’interno, calcestruzzo dilavato, fessurazioni del cemento armato delle volte. L’umidità è dovuta alla mancanza di impermeabilizzazione. Il calcestruzzo è particolarmente poroso. Le lesioni delle volte sono state causate dall’aumento del traffico e dal peso delle successive ripavimentazioni. Il professionista osserva anche che l’esposizione al traffico è “molto intensa” e i carichi agenti sono “straordinari”.

Per giunta l’ingegnere dichiara di avere solo esaminato le arcate laterali, di competenza dell’amministrazione comunale. E l’arcata centrale? A chi tocca controllarla e provvedere? 

L’ingegnere non ritiene tuttavia necessario intervenire urgentemente. Gli interventi sono “da programmare”, e il giudizio sulle condizioni statiche e di esercizio del ponte è “idoneo con interventi” .  Gli interventi sono “da programmare”, quindi non sono urgentissimi.

Il professionista ha una lunga esperienza e non dubitiamo dei suoi giudizi. Tuttavia, ci viene lo stesso da pensare: se il Comune si sbriga siamo tutti più tranquilli…

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