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CASALBORGONE. Consigliere comunale di maggioranza si dimette

CASALBORGONE. Consigliere comunale di maggioranza si dimette

Il Comune di Casalborgone

L’amministrazione di Francesco Cavallero perde un altro pezzo: la consigliera di maggioranza Paola Sperti. Ieri mattina infatti nell’albo pretorio del Comune è stata pubblicata un’integrazione all’ordine del giorno del consiglio comunale che si svolgerà domani alle 19: “Surroga del consigliere dimissionario Sperti Paola Anna Maria”. Non conosciamo le ragioni delle dimissioni. La signora Sperti era presente venerdì scorso all’incontro dell’amministrazione con la popolazione. Nella prima versione della convocazione del consiglio, datata 21 marzo, la surroga non era ancora all’ordine del giorno. La consigliera dimissionaria sarà probabilmente sostituita da Domenico Veneruso. E’ il terzo pezzo che il sindaco perde. Tra febbraio e marzo si sono infatti dimessi Luca Deandrea e Armando Italiano. Nel giugno 2017 Deandrea aveva sfidato il dottor Cavallero nelle elezioni per la carica di sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale. Aveva perso, ma aveva portato con sé in consiglio Italiano ed Eugenio Baggio. Tre consiglieri in teoria di “minoranza”, se non proprio di opposizione. Ma già nel secondo consiglio comunale Deandrea e Italiano avevano abbandonato Baggio e avevano formato un proprio gruppo che ha quasi sempre votato a favore del sindaco. Per quasi due anni Baggio è stato il solo oppositore: uno solo contro dieci. Ora al posto di Deandrea e Italiano sono entrate Renza Spinello e Daniela Riccio. La convocazione del consiglio reca una curiosa dicitura: “seduta pubblica chiusa al pubblico”. Perché chiusa al pubblico? Oltre alla surroga della consigliera dimissionaria, la riunione di consiglio ha due soli punti all’ordine del giorno: l’approvazione dei verbali della seduta precedente e la nomina del revisore dei conti per il triennio 2019/2021. Non si comprende perché la nomina del revisore dei conti, che vigila sui conti del Comune, e quindi sui soldi pubblici, debba venire fatta tenendo il pubblico fuori dalla porta. La stessa domanda vale per l’approvazione dei verbali della seduta precedente. La seduta precedente era pubblica: perché l’approvazione dei verbali della medesima seduta no?
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