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CHIVASSO. I partigiani sono sempre di meno, ma l'Anpi ha sempre più iscritti

CHIVASSO. I partigiani sono sempre di meno, ma l'Anpi ha sempre più iscritti

Vinicio Milani in redazione

Chivasso, lo diciamo da mo’, è la città dalle mille contraddizioni. Dei nocciolini famosi in tutta Italia e delle “facce ‘d Tola” conosciute in ogni angolo del canavese, tanto per intenderci. Così non ci si deve stupire che mentre il mondo prende una direzione, toh guarda, Chivasso ne imbocca un’altra... Parliamo dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani: ovunque, per ragioni anagrafiche, sono sempre di meno i combattenti del vecchio regime fascista. Così se in tutta la penisola italiana le varie sezioni devono fare i conti con un decremento degli iscritti, all’ombra del Duomo si registra invece un’impennata di adesioni negli ultimi dieci anni. Nel 2009, sotto la presidenza dell’attuale vice sindaca Tiziana Siragusa, erano 61 gli iscritti alla sezione “Boris Bradac”. Oggi, con Vinicio Milani, sono addirittura 143, con una crescita costante dal 2016 ad oggi: 115 tesserati tre anni fa, 136 nel 2017 e 143 al 31 dicembre 2018. Sono i numeri che sono stati ‘snocciolati’, con orgoglio, nell’assemblea annuale dell’altra settimana dal presidente Milani. “Ci eravamo chiesti a suo tempo se l’Anpi dovesse morire con l’ultimo partigiano oppure sopravvivere - spiega Milani -. E’ ovvio che tutti i partigiani moriranno, ma ci si deve interrogare: in fin dei conti, per che cosa hanno combattuto? La risposta che ci siamo dati è stata: hanno combattuto per dei valori e per la libertà. Ma questi valori devono morire anche loro? La risposta è stata, ovviamente, no. Così eccoci qua. Più di ieri. Non siamo più l’associazione dove i partigiani presenziano le assemblee, ma siamo una realtà dove ci sono i loro testimoni pronti a tramandare i principi dell’antifascismo. Ha senso che esista l’Anpi? Certo! Se non ci fosse l’Anpi, ad esempio, chi difenderebbe ancora la Costituzione? I partiti non lo fanno più, e allora ci pensiamo noi”. Tra i tesserati della sezione chivassese ci sono ancora due partigiani: Natale Cerutti, classe di ferro 1928, di Chivasso, e Beppe Cassinelli, del 1926, di San Benigno Canavese. E l’anno è già iniziato sotto i migliori auspici, con cinque nuovi tesseramenti. “Nel 2019 sono tante le iniziative che abbiamo in programma - spiega ancora Vinicio Milani -. Intanto la visita guidata ad Auschwitz per il prossimo mese di aprile. Quindi la terza edizione della formazione sulla cultura politica della Costituzione e sulle nuove destre, coinvolgendo da quest’anno anche le scuole. Poi la promozione dell’iniziativa sul razzismo, coinvolgendo anche i migranti e le realtà presenti sul territorio. Infine, un progetto in collaborazione con la presidenza del Consiglio comunale e il liceo Isaac Newton per far conoscere ai ragazzi e non solo Chivasso, la sua storia, le sue vie, i suoi monumenti: cosa rappresentano, a chi sono dedicati, ecc... ecc... Ecco, non mi dispiacerebbe portare le ‘pietre d’inciampo’ anche nella nostra città...”.
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