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IVREA. Quella rissa al Country Inn. Ballurio scatena la bagarre

IVREA. Quella rissa al Country Inn. Ballurio scatena la bagarre

Elisabetta Ballurio

Una ne fa e cento ne pensa. Il suo post su Facebook contro alcuni ufficiali del “Circolo” che nella scorsa edizione del carnevale avrebbero spintonato e fatto cadere a terra una donna, ha creato un tale fracasso, che al confronto la battaglia delle arance in Borghetto si trasforma in qualcosa di celestiale. E’ c’è di nuovo lei, in prima fila. Elisabetta Ballurio, la pasionaria delle rosse torri. Non sarà una Evita Peròn e, di certo, non passerà alla storia, ma è chiaro che di tenersi fuori dalla ribalta proprio non ne vuole sapere. A nessuno sfugga a chi è puntato il dito. Guarda caso al “Circolo ufficiali” nel solco di una polemica con la Fondazione, accusata di aver emanato i bandi di arruolamento in totale autonomia. “Cari amici - scrive alle prime luci dell’alba sul suo profilo - ho bisogno del vostro aiuto. Ho chiesto che venga approfondito un episodio increscioso e so bene che solo se questa richiesta avrà anche il vostro supporto potrà forse essere esaudita. Circa un anno fa, tre membri del Circolo Ufficiali con indosso i simboli del circolo, si fecero coinvolgere in un brutto episodio in cui una donna fu spintonata cadendo a terra per mano di uno dei tre sopracitati. Gli altri due anziché intervenire risero. Il tutto con testimoni pronti a rendere questo stesso resoconto a chi di dovere....”. Centinaia i “mi piace”, faccine non finire e decine e decine di condivisioni. E se non è questa l’ennesima bomba sul Carnevale, diteci voi che cos’è.  “Chiesi all’epoca alla Fondazione di approfondire facendo chiarezza ma non ci fu purtroppo alcun approfondimento - aggiunge Ballurio tirando per la giacchetta un po’ tutti, anche le Mugnaie -  Fu un episodio che mi indignò. Come donna, come Consigliere Comunale di allora e come amante del nostro Carnevale. Mi ripromisi allora che se avessi avuto un ruolo di governo avrei chiesto attenzione su questo episodio che contravveniva a valori di base e promuoveva anzi l’uso della violenza, in particolare verso le donne.  A maggior ragione da quando è stato istituito un progetto come quello di Violetta, la forza delle donne, che ha proprio lo scopo di debellare episodi simili...”. Morale? “Ho chiesto a chi può farlo, a partire dai rappresentanti della manifestazione fino a chi la organizza, di non voltarsi dall’altra parte ma di sentire forte l’impegno di approfondire e di rendere conto dell’accaduto. Nel rispetto di chi crede nel nostro Carnevale, che per non essere solo una festa in maschera come altri carnevali, deve portare alto il rispetto dei suoi valori: dignità e ribellione verso i soprusi e le ingiustizie e difesa dei più deboli....”. E tanto è bastato per scatenare le tifoserie del vecchio e del nuovo, del passato e del presente, destra contro sinistra, giovani contro anziani, donne e non donne. A mettere i puntini sulle “i” tra gli altri, c’è Sandro Corrias veloce nel ricordare che i termini per sporgere querela sono tre mesi, ed è passato un anno. Al coro dei “no” si aggiunge poi Giancarla Piredda. “Preoccupiamoci  - ribatte - di cose più importanti tipo la piscina comunale, le scuole, le palestre, la città patrimonio Unesco.”.  Ed è il via libera per il botta e risposta, con Ballurio pronta ad andare in guerra. “Fortunatamente non sono in alternativa - commenta - Altrimenti tutte la giusta indignazione battute denigratorie e infelici non avrebbero avuto senso immagino. Rispetto alla piscina non chiediamo tanto ma almeno qualche mese magari con un bilancio che approveremo noi. Rispetto a 10 anni di non manutenzione spero che qualche mese possa essere concessi. Così, per dire..”. La verità è tutta di Sandro Corrias “Dovendo incolpare qualcuno per l’economia stagnante si buttarono un tot di ebrei dal balcone. Dovendo sopperire alla delusione elettorale, perché questo è, siamo delusi, si da la caccia a due marchere di carnevale ciucche che hanno fatto uno dei mille milioni di gesti da ciucchi che capitano a Carnevale. Solo che, la delusione monta, alcuni ciucchi vengono premiati, altri devono essere puniti. Era meglio stare nel peggio?  Era meglio il Pd?  Il Castello, la Biblio, la Guelpa di nuovo in mano a chi dice che è “patrimonio da non sperperare”, ma qualcosa si vuol fare o stiamo a dar la caccia a Gianduja e Giacometta?” Ma cosa era successo? La domanda a questo punto è: di che cosa si sta parlando? Tutto era capitato lo scorso genaio, nella serata dell’arruolamento. Una zuffa da “saloon”, al Country Inn di via Monte Stella. Una sorta di serata a tema, considerando i richiami all’Old West della birreria. Una rissa che aveva visto anche salire sul ring tre membri dello Stato Maggiore, Dario Vallino, Davide Sabolo e Moreno Faletto. Tutti e tre con la divisa d’ordinanza. Loro da una parte e un gruppo di ragazzi, un po’ alticci, dall’altra. E sono battute, prima sussurrate poi urlate. Sono toni alti e un po’ sopra le righe. Sono temperamenti difficili da gestire. D’un tratto un gran casino. E infine uno spintone non tanto morbido ad una ragazza che non si mai è capito bene da dove fosse  partito. Morale?  I titolari del locale, tra cui l’ex consigliere comunale Elisa Mulas (grande amica di Ballurio) sbatterono fuori un po’ di persone e tra queste anche i tre del Carnevale. La notizia rimbalzò subito in ogni angolo della città, anche perchè, diciamocelo francamente, tre con la divisa tutto potevano fare salvo che passare inosservati.  E c’era chi avrebbe voluto catalogare l’episodio tra quei fatti di scarsa rilevanza e chi invece a quei tre non avrebbe proprio voluta fargliela passare liscia, non foss’altro che il Carnevale ha una sua etica e, perdindirindina, una morale. “Non ci aveva sbattuto fuori proprio nessuno – torna a commentare oggi Daniele Sabolo Ad un certo punto della nottata abbiamo pagato il conto e siamo andati via. I nostri toni non erano mai stati offensivi. In ogni caso non voglio tornare sull’argomento. Mi sembra strumentale…”.
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