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CASALBORGONE. La Festa del Pisello costa cara, Cavallero compra un proiettore

CASALBORGONE. La Festa del Pisello costa cara, Cavallero compra un proiettore

L’undici maggio il Comune ha deciso di comprare un videoproiettore dal costo di 1.890 euro Iva compresa. A che scopo? Per “l’effettuazione di proiezioni audiovisive rivolte alla platea delle delegazioni straniere”. Quelle che interverranno “nell’ambito del progetto Europeo Small Markets at the Heart of EU Economy – Casalborgone 2018”. Quando e dove? Non si sa. La determina non lo dice.

Perciò dobbiamo arrangiarci e fare delle ipotesi sulla base di un comunicato trovato sul sito del Comune: “Dal 16 al 21 maggio prossimo, Casalborgone ospiterà circa 80 delegati di 11 municipalità europee provenienti da 6 diverse Nazioni: Italia, Malta, Polonia, Lettonia, Germania e Romania”.  Il progetto è finanziato dalla linea “Europe for Citizen”: quindi sempre con soldi nostri, perché l”Europa” e i suoi progetti vivono dei contributi miliardari dei paesi membri.

Nell’ambito di questo progetto, continua il comunicato, l’Amministrazione Comunale “ha scelto di ospitare i nostri “concittadini europei durante le giornate della Sagra del Pisello… “, organizzata ogni anno dalla Pro Loco con un contributo del Comune.  In particolare giovedì 17 maggio era prevista al Teatro San Carlo una conferenza sulle realtà agricole e produttive della zona, dalle 15 alle 18,30. Dunque il Comune ha speso duemila euro per sole tre ore e mezza nel teatro San Carlo? Forse sarebbe costato meno affittarlo, questo proiettore. Forse sarà usato anche in futuro, ma non lo sappiamo. Certo un Comune è bene che abbia un proiettore, ci dice l’ex sindaco Amos Giardino. Che però aggiunge: nel 2011, durante il mio mandato, ne ho fatto comprare uno che costava all’incirca la stessa somma. Dov’è finito?

La determina non spiega nemmeno cosa sia il progetto “Europeo Small Markets at the Heart of EU Economy”, qual è il programma, dove e quando si svolgono gli eventi, quando e con quale delibera Casalborgone vi ha aderito, chi ne sostiene i costi, quanti soldi ci mette il Comune. Cercando in rete troviamo che una delegazione di Casalborgone aveva partecipato a un precedente incontro in Puglia, ad Acquaviva delle Fonti, dal 12 al 15 ottobre 2017. Vi avevano partecipato 67 delegati europei di sette Comuni: “Capofila del progetto il Comune di Mellieha, Malta, e partner  Municipalità della Lettonia, della Polonia, della Germania, della Romania e, per l’Italia, Acquaviva delle Fonti e Casalborgone”. Pochi mesi dopo alla Festa del Pisello di Casalborgone i delegati sono già diventati 80, in rappresentanza di 11 Comuni: quanto sarà costato ospitare 80 persone per 5 giorni, tra mangiare, dormire e eventualmente spostarsi, visto che un altro evento era previsto il giorno dopo ad Albugnano?

Si parla molto di Europa in questi giorni: bene, ci chiediamo a cosa serva finanziare con fondi europei questi programmi che assomigliano tanto a gite di sindaci, assessori e consiglieri su e giù per il continente, da Malta alla Lettonia.

Ma ci chiediamo anche quale sia la “politica economica” dell’amministrazione di Francesco Cavallero. Molti eventi. Molta “immagine”. Un po’ di trasferte di promozionali del Comune. Partecipazioni a reti e organizzazioni e associazioni promozionali di questo o di quello. E per conseguenza parecchie erogazioni. Spesso non grandi somme, ma considerevoli in rapporto a un piccolo Comune di neanche 2.000 abitanti. 

Servirà a qualcosa?  Facciamo qualche esempio. Nel 2015 Cavallero aveva contribuito con 1.600 euro al progetto “Sovraexposizione”. Organizzato non in paese dal Comune di Casalborgone, ma a Chivasso da quello di Chivasso. Il progetto passato alla storia per la premiazione del pesce di montagna “salmerino alpino” come piatto locale…  decine di migliaia di euro buttati dai chivassesi in una manifestazione senza successo.

Nel dicembre dello stesso anno il Comune spende 550 euro per partecipare, con Chivasso e Castagneto, al “Salone Internazionale Svizzero delle Vacanze” di Lugano…

Nel novembre 2017 l’ente paga 500 di quota associativa 2017 a “Explore Monferrato”, stabilendo di associarsi anche nei due anni successivi. La quota 2018  è ancora da pagare: attendiamo la nuova determina di spesa, dove speriamo verranno illustrati i benefici che il paese ne ha tratto.

Nel febbraio di quest’anno arriva la delibera che impegna 240 euro per tre anni di quota associativa a “Città del Bio”. Ne è presidente l’infaticabile e onnipresente assessore regionale del PD Antonio Ferrentino. Tutti del PD sono pure i parlamentari e ex parlamentari sostenitori che hanno addirittura costituito l’”Associazione parlamentare amici del bio”. Politici ben pagati e che dovrebbero fare il loro lavoro di legislatori dal mattina alla sera, e che invece chissà perché trovano il tempo per venire a farsi scucire la miseria di 80 euro l’anno dal piccolo Comune di Casalborgone.

Infine, e per adesso, in marzo la giunta ha impegnato 1.500 da erogare all’associazione “Strada del Vino Monferrato Astigiano” per il circuito “Ritorno alla fiera”.  La delibera non ci dice nemmeno dove sta e cosa fa questa associazione. Pare abbia la sede ad Asti. E’ così attiva che il suo sito è malinconicamente aggiornato solo fino a giugno 2017. Il sito invita a cliccare un download per scaricare la piantina, ma la piantina non c’è. I Comuni vicini non hanno aderito. Chissà perché lo ha fatto Casalborgone…

Ne spende di soldi il sindaco Cavallero: serviranno a qualcosa? Intanto il campetto polivalente nell’area della scuola media resta col fondo di solo asfalto. Dopo mesi dall’inizio dei lavori non è ancora stato posato il manto elastico antitraumi...

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