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CHIVASSO. Del salmerino ne vogliamo parlare?

CHIVASSO. Del salmerino ne vogliamo parlare?

salmerino ALPINO

Siamo alle solite. Anche stavolta in campagna elettorale si parlerà della discarica. Se ne parlerà fino allo sfinimento, fino a non poterne più, fino a farci diventare tutti un po’ tecnici, di sicuro un po’ più esperti di  rifiuti assimilabili e industriali, speciali e pericolosi, vasche, una, due e tre, pozzi, pozzetti e pozzettini. Si riusciranno, forse, a strappare alcune promesse ai candidati a sindaco e poi più niente. Buio pesto per almeno altri cinque anni, di sicuro fino alle prossime elezioni comunali. Ampliamento dopo ampliamento, bonifica dopo bonifica, ma con sempre le stesse puzze in casa e fuori, il fantomatico biogas e l’onnipresente percolato. Sempre qui a raccontarci del passato, del presente e del futuro, che è già dietro l’angolo. E ci saranno i camion che vanno e che vengono e nuovi ambientalisti e cittadini fiduciosi freschi di stampa e anche quelli, a dire la verità, in tutti questi anni, sono andati e venuti come lo spirito santo. Oggi c’è Terrasana, ieri e per qualche periodo quella buonanima di Carlo Pogliano e prima ancora Mario Actis di Legambiente, Pasquale Cavaliere dei Verdi, per un certo periodo lo stesso Libero Ciuffreda e tutto il Circolo Paolo Otelli, ma erano altri tempi e i tempi cambiano, si sa. La verità? La verità e che si vorrebbe anche parlare di altro. Perché non del salmerino. Titolo: quello che un’amministrazione non dovrebbe fare. Spendere decine e decine di migliaia di euro per promuovere ricette con pesci d’acqua dolce…. A raccontarla sembra una barzelletta. No! Meglio di no! Sarebbe strumentale. Ci accuserebbero di metterla su un piano troppo personale. Meglio parlare della discarica. L’argomento è più serio e ne va anche della salute dei cittadini e del valore delle case dei Pogliani, che sarà anche solo una piccola frazione  sperduta tra le campagne verso Montanaro, probabilmente sconosciuta a più della metà dei cittadini di Chivasso, ma è pur sempre gente nostra. Vabbè, dai, un tentativo per distrarci un po’ lo si può fare. Ci prova su Facebook l’ex segretario del Pd Gianni Pipino. Dopo anni passati a fracassare le palle sui privilegi della casta, che in salsa chivassese si tradurrebbe nel fatto che gli amministratori possono parcheggiare nel cortile del Comune, oggi chi ti arriva su una BMW e lì parcheggia? Il mitico Dibba, il Grande Moralizzatore M5S. Vuoi forse spendere due o tre euro per lasciare l’auto sulle strisce blu? Dal profondo del Cuore parte un gran Vaffa ……”. Applausi a scena aperta dai militanti del Pd, urla inferocite dei grillini. E’ la campagna elettorale bellezza.  C’è chi la prende alta e chi la prende molto bassa. C’è chi si fionda nella mischia in prima persona e c’è chi manda avanti il cane. Parla Oliver, l’amico a quattro zampe del senatore Andrea Fluttero candidatosi in Forza Italia per Matteo Doria. “E così il mio amico Andrea si è di nuovo candidato come consigliere comunale a Chivasso. Lo sapevo che finiva così... è un testone! Bau! Bau!”. Qualcosa di più serio c’è? Forse sulla pagina di “Chivasso Futura”? Macché. Anche qui si comincia con il ringraziare i 900 cittadini che han firmato per la presentazione delle liste (nella speranza che non ci siano doppioni, sigh) si passa alla poesia di Trilussa sulla lucciola e si finisce con la discarica, un comunicato dietro l’altro. Ci vorrebbe davvero qualcosa di più, qualcosa che sappia di destra e qualcosa che sappia di sinistra. Ci prova Franco Adamo, ex assessore. Qualcuno se lo ricorda? Poco male! “Ciao Fredy - scrive -  vado fuori tema, ma, i sedicenti rifondini e sinistri sellini di: Chivasso dove si sono mimetizzati? Non ho visto una lista con dei connotati : orgogliosamente di Sinistra. Quindi tutti vassalli alla Corte dei renzioti. Scenario desolante…. E la finiamo qui? Macchè! Si ritorna alla discarica e ad un sondaggio sulla discarica. Meglio il campo da golf dei tempi di Marasà o la palestra di roccia dei tempi di Ciuffreda? Ecco. Ci vorrebbe un viaggio per scoprirlo, magari in Sardegna. Ricordi e incubi giornalistici di tanti anni fa. Qualcuno ci svegli per carità. Vanno bene anche i pizzicotti.
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