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TORINO. Le strade portano a Roma, le autostrade a Gavio

TORINO. Le strade portano a Roma, le autostrade a Gavio

Il viadotto Marchetti sulla bretella autostradale

Da LA VOCE DEL CANAVESE del 13 settembre 2016   I vertici dell’Ativa, la società concessionaria tra le altre arterie, dell’autostrada Torino/Quincinetto e della tangenziale di Torino, la scorsa settimana, sono stati ricevuti e sentiti  dalla commissione regionale Trasporti e Infrastrutture presiedeuta da Nadia Conticelli (PD). Erano presenti il presidente di Ativa, Giovanni Ossola, accompagnato dal direttore della tangenziale, Davide Finello. “Da fine agosto – ha commentato la presidente della Commissione, Nadia Conticelli (Pd) – la concessione è scaduta e quindi si sta operando con una proroga la cui durata massima è di 18 mesi. Il rinnovo della concessione ha come nodo principale la gestione della tangenziale di Torino, in quanto la distribuzione dei caselli risponde alle esigenze degli anni ’70, quando non erano state completate alcune tratte autostradali....”. Tra i nodi da risolvere c’è il pagamento del pedaggio, che in molti ritengano debba essere eliminato per tutta l’area metropolitana anche perché chi arriva da fuori attraverso le autostrade che si immettono sulla tangenziale, o ne esce, paga già il pedaggio autostradale. Si discute anche dello smantellamento delle barriere della tangenziale a Trofarello, Beinasco, Rivoli-Bruere e Settimo per trasferire i costi su una ‘vignetta’, cioè su un abbonamento (mensile, settimanale, annuale) degli utenti della tangenziale sul modello delle autostrade svizzere o austriache. Lo ha proposto il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti (Pd) nel corso dell’audizione in Regione dei vertici Ativa. “Alla scadenza della concessione si faccia una gara internazionale per individuare il futuro gestore che dovrà presentare un Piano economico che abbia l’obiettivo di garantire gli interventi di manutenzione e adeguamento alla sicurezza nella liberalizzazione dai pedaggi – ha chiesto Boeti -. La soluzione è sostituire il pedaggio, oggi pagato solo da chi attraversa le barriere, con un abbonamento per tutti, magari con un bollino da apporre sul parabrezza come in Svizzera. A patto che la cifra richiesta sia una cifra bassa che tenga conto anche di un utilizzo saltuario della tangenziale”. Solo che in Svizzera la vignetta vale per tutte le autostrade, qui si limiterebbe a pochi chilometri... “Evidentemente, la tariffa della ‘vignetta’ dovrà tenere conto del fatto che stiamo ormai parlando di un’arteria che, da decenni, fa parte della viabilità interna all’area metropolitana torinese – ha concluso Boeti -. Dovrà essere una cifra molto bassa, alla portata di tutti, che non finisca per fare riversare sulla viabilità minore parte dell’attuale traffico della tangenziale”. Insomma, l’ennesima tassa, verrebbe quasi da dire.

Addio al nodo  idraulico di Ivrea

Cè da aggiungere che in Commissione trasporti non s’è solo parlato di questo.?L'assessore regionale Francesco Balocco ha infatti confermato di non voler portare avanti il progetto da 320 milioni di euro del nodo idraulico di Ivrea presentato da Ativa con la formula del project financing giudicandolo “ridondante” e parzialmente inutile, in particolare il lotto nord. “Abbiamo sempre contestato il progetto considerandolo non necessario - commentano il consigliere regionale Davide Bono e il consigliere comunale Pier Blasotta, entrambi dei cinquestelle - infatti i tempi di ritorno del progetto si aggirano tra i 150 e 200 anni (tempo stimato per la ripresentazione di un evento catastrofico come l'alluvione avvenuta nel 2000)....” Da qui la promessa del Presidente di Ativa Giovanni Ossola per una riudizione dei pedaggi del 30% in caso di rinnovo della convenzione. “Un misero contentino che non siamo disposti ad accettare - rispondono in coro Blasotta e Bono - continuiamo a chiedere uno studio di fattibilità per la liberalizzazione dei caselli di Quincinetto, Ivrea, Scarmagno e Albiano per i residenti nell'eporediese. Da due anni chiediamo i dati di traffico ad Ativa ma abbiamo ottenuto solo dinieghi. Ora pretendiamo la gara d'appalto per il rinnovo della concessione...” Domanda: se si dovesse liberalizzare la tangenziale o un tratto della Torino Ivrea, senza i cospicui incassi dei caselli chi pagherà lavori e migliorie? La soluzione non può che arrivare dalla gara che non potrà non tenere conto degli attuali incassi. E sono 118 milioni di euro solo l’anno scorso più altri 44 milioni dalla Torino-Quincinetto.  

Il “no” ad Ativa Spa divide il Partito Democratico

La polemica corre lungo la tangenziale di Torino e ai tratti autostradali attualmente in mano ad Ativa (società mista pubblico privata). Dal gennario scorso, da quando Ativa si era presentata con 4 avvocati davanti alla Commissione lavori pubbblici del Senato, presieduta da Altero Matteoli, per illustrare il suo Project Financing (investimenti per 540 milioni di euro e un prolungamento della concessione di 14 anni ...) della concessione scaduta nel 2012 e rinnovata proroghe su proroghe fino ad oggi non se n’era più parlato. Lo si è ricominciato a fare adesso, a Torino, in seguito ad alcune dichiarazioni, dal sapore vagamente ricattatorio, del presidente Ativa Giovanni Ossola, su esuberi di personale, chiusura di sportelli al pubblico e cancellazione degli abbonamenti per i grandi frequentatori. Ma cosa era successo a Roma? Semplicemente era arrivato un “No” grande come una casa al rinnovo su due piedi. A nulla erano serviti i buoni propositi sui tanti “lavori indifferibili ed urgenti”. “Ma come si fanno a considerare indifferibili e urgenti i lavori del nodo idraulico di Ivrea che attendono lì da 16 anni… L’alluvione c’è stata nel 2000 …”, s’era messo a urlare il senatore Stefano Esposito (PD). “Lo abbiamo già detto più volte – aveva insistito e sottolineato Esposito – Il project financing farebbe  rientrare dalla finestra quel che noi, con la legge Delrio, abbiamo fatto uscire dalla porta… La procedura che si seguirà per il rinnovo della concessione sarà la gara e non il project financing con il diritto di prelazione del proponente. Se Ativa vorrà non avrà alcun problema a partecipare…”.
esposito stefano STEFANO ESPOSITO
In realtà gli interventi del nodo idraulico di Ivrea per mettere in sicurezza il territorio nascono dalle prescrizioni a suo tempo indicate dall’Autorità d’ambito  del Po (per ciò che riguarda l’area della Dora Baltea) e della Regione Piemonte (per il Rio Ribes). A definirli indifferibili ed urgenti era stata una sentenza del Tar alla quale lo Stato non ha mai fatto ricorso.
Alberto Avetta ALBERTO AVETTA
“Questo perchè la Regione – aveva spiegato l’ingegner Luigi Cresta di Ativa – con le prescrizioni del 2002 ha fatto costruire gli argini a protezione dei centri abitati più alti dell’autostrada. Abbiamo costruito delle paratie medievali, ma in caso di alluvione,  l’autostrada si trasformerebbe in una diga per 7 chilometri…”. E se è certo che in base alle prescrizioni dell’Autorità d’ambito la sopraelevazione si deve fare, così come è certo che esiste già un progetto approvato dal Ministero dell’ambiente nel gennaio del 2015, è però altrettanto certo che non si capisce perchè la dovrebbe fare per forza Ativa. “Forse perchè la Città Metropolitana è socia al 17% - commenta con sarcasmo l’ex vicesindaco della Città Metropolitana Alberto Avetta - Forse perchè in tutti questi anni, grazie all’essere soci, siamo riusciti a portare avanti una serie di opere concordandole con loro  e tra le altre la Torino-Pinerolo....?Ricordo a tutti e ai Cinquestelle che in Ativa la Città Metropolitana esprime due consiglieri di amministrazione e un revisore... ”  

Le strade portano a Roma, le autostrade a Gavio

E’ guerra tra i soci di Ativa. Da un parte c’è il presidente Giovanni Ossola (Gruppo Mattioda) pronto a tutto, anche ai ricatti, pur di ottenere la proroga delle concessioni autostradali. Dall’altra, incredibilmente vero, c’è un socio (Gruppo Gavio) altrettanto pronto ad andare sui giornali per contestarlo. Ad accendere la miccia, un brutto incidente in tangenziale (un morto e quattro feriti), causato da un automobilsta in  contromano. Succede qualche giorno fa. Colpa della scarsa manutenzione? Colpa della segnaletica? Colpa, insomma del Concessionario? Subito arriva la risposta... Ed è deflagrante... “La nostra concessione è scaduta lo scorso 31 agosto. Stiamo continuando ad assicurare il servizio pubblico in proroga, come ci è stato chiesto dal ministero delle Infrastrutture, ma aspettiamo di sapere quando verrà fissata la gara d’appalto e quindi andiamo avanti con l’ordinaria amministrazione”, dice il presidente di Ativa Giovanni Ossala. Si susseguno altre dichiarazioni anche più rumorose. Quella dell’aumento del costo del pedaggio sulla Torino-Aosta. Quella della cancellazione degli abbonamenti sulla tangenziale. Insomma un gran casino sui giornali. “Dichiarazioni inopportune - prende le distanze  Alberto Rubegni, amministratore di Argo Finanziaria, la holding del gruppo Gavio - non si può collegare il tema della sicurezza dell’utenza all’ottenimento del rinnovo della concessione. Anche nell’attuale fase di prorogatio della concessione è indispensabile operare sempre con la massima diligenza e puntualità». E peraltro il gruppo Gavio censura pure la ventilata cancellazione degli abbonamenti che “non risponde agli impegni sempre assunti nei confronti dei propri clienti e della Autorità”  e che risulta “lesiva dell’immagine del Gruppo nel suo ruolo di socio di riferimento Ativa”. Insomma, di là c’è chi frigge per la proroga di qua chi si dice pronto a partecipare alla gara voluta dal ministero, con Ativa, o da solo. E a volte è meglio soli. Anche perchè Gavio non è uno qualsiasi. E se è vero che tutte le strade portano a Roma e altrettanto vero che tante autostrade portano a Gavio. Il gruppo può infatti contare su due tra le più importanti imprese di costruzioni italiane, Itinera e Grassetto. E’ poi anche proprietario del 56,52% della ASTM autostrada Torino Milano SpA, del 90% della SATAP Spa che gestisce l'Autostrada Torino-Piacenza, qualche quota della Autostrada dei Fiori SpA che gestisce la Autostrada Savona-Ventimiglia e Roma-L'Aquila-Teramo. Si aggiunge, ciliegina sulla torta, il 50% di Salt, che ha in gestione l'autostrada Genova-Livorno  e il 6,25% di Ferrovie Nord. E i soci di Ativa invece chi sono? La società mista pubblico privata, è nata nel 1954 per volontà della Provincia di Torino, del Comune di Torino e di alcuni enti privati per la costruzione e l’esercizio dell’autostrada A5 Torino - Quincinetto, della bretella Ivrea - Santhià (A4/A5) e della tangenziale di Torino. In realtà oggi la parte pubblica è decisamente ridotta al lumicino. La Città Metropolitana detiene il 17%, il Comune di Ivrea non arriva neanche all’1 e ha già deliberato di uscire. Le redini del comando sono tutte in mano ai privati. Il Gruppo Gavio al 41 %, la Quinzane Srl di Cuorgnè per un altro 41%. Si aggiungono altri quattro piccolissimi azionisti: Fantini Roberto e Stoppini Davide, Aci Biella e Aci Vercelli. La domanda è. Sarà mica in corso una manovra per far crollare Ativa e con Ativa il socio pubblico...? A lanciare l’allarme è l’ex vicesindaco Pd della città metropolitana Alberto Avetta che nei giorni scorsi ha chiesta ad Appendino “di intervenire sul governo per trovare nel capitolato di gara le modalità per tutelare la quota pubblica in Ativa”.
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