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29 Aprile 2026 - 17:21
Collegno riscrive la città: via alla revisione del piano regolatore dopo oltre vent’anni
Collegno prova a immaginarsi da capo. Dopo più di vent’anni, il piano regolatore del 2003 si avvia verso una revisione profonda, con un percorso che guarda ai prossimi decenni e che mette al centro un’idea diversa di sviluppo urbano. Il via libera è arrivato dal Consiglio comunale, con la sola astensione del Movimento 5 Stelle.
Non si tratta ancora del nuovo piano, ma del primo passo: costruire una fotografia aggiornata del territorio e fissare gli indirizzi politici che guideranno le trasformazioni future. È qui che si gioca la partita più importante, perché definisce che tipo di città sarà Collegno negli anni a venire.
La linea scelta è netta: stop al consumo di suolo e priorità alla rigenerazione urbana. In altre parole, meno espansione e più recupero di ciò che già esiste. Le aree dismesse diventano così una risorsa, da riqualificare per ospitare nuove attività produttive e servizi, mentre alcune zone potranno essere liberate e rinaturalizzate, con l’obiettivo di aumentare gli spazi pubblici e migliorare l’equilibrio ambientale.
Un altro nodo riguarda la qualità urbana. Il piano punta a ridurre le superfici impermeabilizzate e a rendere la città più vivibile, anche attraverso una riorganizzazione dei poli esistenti. Non solo ambiente, però. Tra le priorità emerge anche il tema dell’abitare, con un’attenzione particolare all’housing sociale e alle forme di edilizia convenzionata, in un contesto in cui l’accesso alla casa resta una delle questioni più delicate.
Tra i progetti simbolo spicca quello legato al Parco della Certosa, destinato a diventare uno dei fulcri della trasformazione. Qui si immagina un ampliamento degli spazi didattici, nuovi servizi per studenti e la nascita di un polo espositivo. Un intervento che si affianca alla valorizzazione di altri luoghi identitari della città, come il Villaggio Leumann, la Certosa Reale, il centro storico e il Parco della Dora.

Il sindaco Cavallone
Il disegno complessivo tiene insieme più livelli: ambiente, lavoro, servizi, qualità della vita. E prova a farlo senza consumare nuovo territorio, puntando invece su ciò che già c’è. È una scelta che riflette un cambio di paradigma ormai diffuso, ma che richiede equilibrio tra sviluppo e sostenibilità.
Per l’amministrazione si tratta di un passaggio decisivo. L’obiettivo dichiarato è costruire una città più inclusiva e moderna, capace di offrire opportunità senza perdere di vista i bisogni concreti dei cittadini, a partire dalla casa e dal lavoro.
La strada è ancora lunga e il confronto è appena iniziato. Ma la direzione è stata tracciata: Collegno si prepara a cambiare pelle, cercando di farlo senza allargarsi, ma ripensando sé stessa.
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