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28 Aprile 2026 - 20:03
Piemonte, via libera al paziente volontario esperto per il diabete
Un nuovo modello di assistenza, più vicino alle persone e basato anche sull’esperienza diretta di chi vive la malattia. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità la proposta di legge che introduce la figura del paziente volontario esperto in diabete, con l’obiettivo di supportare chi riceve una diagnosi e rafforzare il ruolo delle associazioni.
Il provvedimento, a prima firma di Silvio Magliano, capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente, punta a rendere strutturale un approccio fondato sul supporto tra pari, dove l’esperienza personale diventa uno strumento utile nel percorso di cura.
Il cuore della legge è proprio l’introduzione del paziente esperto, una persona con diabete appositamente formata, che potrà collaborare con le strutture sanitarie per affiancare le attività di educazione terapeutica. Il suo compito sarà quello di aiutare altri pazienti a comprendere e gestire la malattia nella quotidianità, offrendo indicazioni pratiche e un sostegno concreto.
Un ruolo che diventa ancora più significativo nel caso dei pazienti più piccoli: per le famiglie con bambini affetti da diabete, il paziente volontario esperto potrà essere anche un genitore, capace di condividere esperienze dirette e accompagnare altri nuclei familiari in un percorso spesso complesso.
«La scoperta di avere, o che il proprio figlio ha, una malattia cronica come il diabete – spiega Silvio Magliano – può essere un momento profondamente doloroso e destabilizzante. È come l’ingresso in un mondo nuovo e sconosciuto. Introducendo la figura del paziente volontario esperto compiamo un importante passo verso un modello di assistenza diabetologica sempre più centrato sulla persona. Il paziente volontario esperto conosce già quel mondo e vi si orienta. Anche così è possibile attenuare lo smarrimento del paziente e della sua famiglia con un approccio umano che, importante in qualsiasi percorso terapeutico, è ancora più decisivo in un ambito complesso e molto esteso nel tempo come quello diabetologico».
La legge riconosce inoltre il ruolo strategico delle associazioni di pazienti, che entrano a pieno titolo nella rete dei servizi, collaborando con le strutture di diabetologia e malattie metaboliche sia sul piano dell’informazione sia su quello dell’accompagnamento.
Si tratta di un passaggio che rafforza un modello sanitario più partecipato, in cui non conta solo la cura clinica, ma anche la capacità di orientarsi nella gestione quotidiana della patologia. In una malattia cronica come il diabete, infatti, la continuità e la consapevolezza sono elementi fondamentali tanto quanto le terapie.
Con l’introduzione del paziente esperto, il Piemonte prova quindi a costruire un sistema più vicino ai bisogni reali, integrando competenze mediche e vissuto personale in un percorso di assistenza più completo.

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