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Primo Maggio a Torino, lavoro e dignità al centro: “Troppi precari, servono regole anche per l’IA”

Dodicimila posti persi in un anno, giovani senza stabilità: sindacati in piazza contro precarietà e insicurezza

Primo Maggio a Torino, lavoro e dignità al centro: “Troppi precari, servono regole anche per l’IA”

Primo Maggio a Torino, lavoro e dignità al centro: “Troppi precari, servono regole anche per l’IA”

Numeri che pesano come macigni e che spiegano perché, anche quest’anno, il Primo Maggio a Torino non sarà solo una celebrazione, ma una giornata di mobilitazione. Nel 2025 nel Torinese sono andati persi circa 12 mila posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione salito dal 6,3% all’8%. Un dato che colloca il capoluogo piemontese all’86esimo posto a livello nazionale.

A questi si aggiungono altri segnali di difficoltà: 17 mila posti in meno nell’industria, 19 mila persone in più in cerca di occupazione e appena il 35,1% degli under 29 con un lavoro. Tra i giovani assunti, inoltre, il 76,7% ha firmato contratti precari, percentuale che sale al 79,4% per le donne.

È in questo contesto che si inserisce la manifestazione del Primo Maggio, con i sindacati confederali uniti nel richiamare l’attenzione su precarietà, sicurezza e nuove sfide legate all’intelligenza artificiale.

«Lavoro dignitoso e intelligenza artificiale sono i due temi», spiega il segretario Cisl Torino-Canavese Giuseppe Filippone. «È importante tenere ben presente che l’Ia già vive nei nostri posti di lavoro ma non ci sono regole per governarla, e quando ci sono sono insufficienti. Lavoro dignitoso non è solo avere una paga decente, ma è anche, e soprattutto, la dignità e quindi la tutela delle persone».

Un richiamo forte arriva anche dalla Cgil Torino, con il segretario generale Federico Bellono che parla di una responsabilità collettiva. «La cronaca quotidiana offre purtroppo fatti emblematici che evidenziano il problema della precarietà e illegalità nel lavoro. Serve attenzione per le persone che lavorano», sottolinea, citando il caso del rider Adnan El Sayed, morto durante una consegna.

Sulla stessa linea la Uil, con il segretario Gianni Cortese, che insiste sul tema della sicurezza e delle prospettive future: «Se non c’è sicurezza sul lavoro difficilmente si sceglie di mettere al mondo dei figli. Abbiamo la necessità di ridurre le forme contrattuali precarie e dedicare questo Primo Maggio a quelli che definiamo lavoratori fantasma».

Il tema del lavoro si intreccia inevitabilmente con quello delle crisi aziendali. La vicesindaca Michela Favaro sottolinea la necessità di strumenti di controllo: «È arrivata la richiesta di attivare un tavolo di monitoraggio delle crisi aziendali, che non possono essere oggetto di shopping finanziario».

Dalla Regione, l’assessore al Lavoro Maurizio Marrone ribadisce il legame tra occupazione e dignità: «Lavoro e dignità sono temi inscindibili ed è importante che ci sia lavoro dignitoso qui sul nostro territorio».

Un concetto che si lega anche alla sicurezza, come ricorda il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo: «La dignità passa anche dalla sicurezza e salute sul lavoro, mentre oggi ci troviamo di fronte a inaccettabili numeri da guerra».

Il Primo Maggio torinese si presenta quindi come uno specchio delle difficoltà del presente: precarietà diffusa, giovani senza stabilità, trasformazioni tecnologiche ancora senza regole. E una domanda che resta aperta: quale lavoro per il futuro.

Jacopo Suppo

Jacopo Suppo

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