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27 Aprile 2026 - 22:54
A teatro in mutande (ma con molta più dignità di quanto pensiate)
Certe notizie arrivano leggere, quasi timide, e poi ti restano addosso come un pensiero che non se ne va più: a Torino si va a teatro in mutande. No, non è una provocazione da cabaret né l’ennesima trovata per strappare un titolo facile. È una di quelle idee che fanno sorridere di pancia e subito dopo stringono un po’ il cuore. Perché sì, si entra davvero così: con tre paia di mutande nuove sotto il braccio, al posto del biglietto.
Succede domenica 17 maggio 2026, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, in corso Galileo Ferraris. Alle 17:30 va in scena “Kaleidos”, spettacolo di discipline aeree promosso dall’ODV Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Torino, con il patrocinio della Città. Un evento che, già sulla carta, promette di sollevare il pubblico da terra. Ma la vera vertigine, questa volta, non è solo quella degli artisti sospesi.
Mentre gli acrobati della Fly Royal Academy disegneranno traiettorie nell’aria, il pubblico compirà un gesto molto più semplice e molto più raro: partecipare. Non guardare soltanto, non applaudire e basta, ma entrare dentro la storia portando qualcosa di concreto. Tre paia di mutande nuove. Un gesto minuscolo, quasi ridicolo nella sua semplicità, eppure capace di raccontare un bisogno enorme.
Il paradosso è tutto qui: viviamo circondati da cose, accumuliamo abiti, li doniamo, li scambiamo, li dimentichiamo. Ma c’è un oggetto che resta sempre fuori da questo circuito virtuoso, quasi fosse un tabù silenzioso: la biancheria intima. Non si dona usata, per ovvie ragioni. Deve essere nuova. E quindi si compra. Sempre. E per realtà come il Progetto Abito, questo dettaglio diventa una voce di spesa tutt’altro che secondaria.








Il Progetto Abito, nato nel 2019 in via Santa Maria 6/i a Torino, è molto più di un magazzino solidale. È un luogo che assomiglia a un negozio vero, con scaffali, scelte, libertà. Qui le persone senza dimora e le famiglie in difficoltà non ricevono semplicemente vestiti: li scelgono. Per sé, per i figli, per la propria quotidianità. Un gesto semplice, che però restituisce qualcosa di fondamentale: la dignità di decidere. Nel solo 2025, da quelle porte sono passate oltre 3.100 persone, tra cui più di 1.100 minori. Numeri che raccontano una città che ha bisogno, ma anche una città che prova a rispondere.
Dentro questa realtà si inserisce la campagna “Non lasciateci in mutande”. Un nome che gioca con l’ironia, ma non scherza affatto. Perché “restare in mutande”, qui, non è una metafora. È una condizione concreta, quotidiana, invisibile. Nel 2025 sono state donate 7.300 paia di biancheria intima nuova. Tante, certo. Ma non abbastanza da coprire un bisogno che continua a crescere, silenzioso, senza clamore.
E allora ecco che il teatro diventa qualcosa di diverso. Non solo un luogo dove si raccontano storie, ma uno spazio dove le storie si incrociano davvero. Dove il gesto artistico incontra quello solidale senza retorica, senza prediche. Si entra con un sacchetto di slip e si esce con un’idea diversa di comunità.
“Kaleidos”, già dal nome, promette trasformazione. Un caleidoscopio di immagini, corpi che si intrecciano, si fidano, si sostengono. Figure che cambiano forma sotto gli occhi dello spettatore, sospese tra equilibrio e caduta. E in fondo è difficile non vedere un parallelismo: anche la solidarietà è così, un continuo gioco di equilibri. Basta poco per perderlo, basta poco per ritrovarlo.
Fa quasi sorridere immaginare la scena: persone eleganti, famiglie, giovani, tutti con il loro piccolo contributo nascosto in una borsa. Un teatro pieno non solo di spettatori, ma di gesti. E forse è proprio questo il punto più potente: togliere alla solidarietà quell’aura un po’ distante, un po’ solenne, e riportarla a terra, tra le cose quotidiane. Anche quelle che non si vedono.
Per partecipare basta prenotarsi online e presentarsi la sera dello spettacolo con almeno tre paia di mutande nuove. Niente di più. Niente di meno. Un gesto accessibile, quasi banale, ma proprio per questo rivoluzionario.
E la storia non finisce qui. La campagna continuerà nei mesi successivi, tra un “Aperislip” a luglio – sì, esiste davvero, ed è probabilmente l’unico aperitivo dove il dress code conta meno della biancheria che si porta in dono – e una raccolta all’Ipercoop di via Livorno a ottobre. Piccoli eventi, piccole occasioni, stesso obiettivo: non lasciare nessuno indietro. Nemmeno nelle cose più elementari.
Alla fine, resta una sensazione difficile da scrollarsi di dosso. Che forse abbiamo sempre guardato la solidarietà dalla distanza sbagliata, cercando grandi gesti, grandi numeri, grandi imprese. E invece basta poco. Tre paia di mutande. Un pomeriggio a teatro. Un’ora e mezza a guardare qualcuno volare mentre, senza accorgersene, si contribuisce a rimettere qualcun altro in piedi.
Pagare in mutande, per una volta, non è una figuraccia. È un modo intelligente, ironico e tremendamente umano per ricordarsi che la dignità non è un lusso. È il minimo indispensabile. E che anche le cose più piccole, quelle che non finiscono mai sotto i riflettori, sono spesso quelle che tengono insieme tutto il resto.
Come partecipare
Prossimi eventi della campagna
Domenica 17 maggio 2026 – ore 17:30
Casa del teatro Ragazzi e Giovani – Corso Galileo Ferraris 266
Venerdì 10 luglio 2026
Emporio Abito – Via Santa Maria 6/i
L’unico aperitivo a cui si partecipa donando delle mutande nuove
Sabato 3 ottobre 2026, tutto il giorno
Raccolta di biancheria intima nuova presso l’Ipercoop di Via Livorno 49
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