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ATC scopre l’induzione: rivoluzione nei fornelli, silenzio sulle case vuote

Via il gas dagli alloggi popolari per “sicurezza ed efficienza energetica”, ma migliaia di appartamenti restano inutilizzati mentre le liste d’attesa crescono

ATC scopre l’induzione: rivoluzione nei fornelli, silenzio sulle case vuote

Nella foto il presidente ATC

L’emergenza abitativa? Sì, certo. Le graduatorie infinite? Anche. Gli alloggi sfitti che potrebbero essere assegnati domani mattina se solo si fosse provveduto a dare una sistemata? Dettagli. L’ATC del Piemonte Centrale ha deciso di affrontare di petto la vera priorità del momento: il piano cottura.

E così, con una delibera “dal carattere sperimentale” — che già promette bene — l’Agenzia dice addio al gas nelle cucine degli alloggi popolari destinati alle nuove assegnazioni. Da oggi (o meglio, da uno dei prossimi appalti, con calma), spazio a piani a induzione e forni elettrici. Il futuro è servito, possibilmente su vetroceramica.

L’operazione riguarda gli appartamenti sfitti che verranno ristrutturati negli edifici con riscaldamento centralizzato. Tradotto: quei pochi che, tra una pratica e l’altra, riusciranno a vedere la luce. Per questi alloggi, niente più rete interna del gas. Via le tubazioni, dentro una linea elettrica dedicata alla cucina. Pulito, ordinato, contemporaneo. Quasi abitato, verrebbe da dire.

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La motivazione è nobile: aumentare la sicurezza, ridurre i rischi di fughe di gas, esplosioni e intossicazioni, e contemporaneamente abbattere i costi fissi per gli assegnatari. Perché sì, pagare un’utenza gas solo per cucinare è considerato “sproporzionato”. Vivere anni in attesa di una casa, invece, rientra ancora nella categoria delle esperienze formative.

Il presidente di ATC, Maurizio Pedrini, lo spiega chiaramente: eliminare il gas dove serve solo per cucinare significa rendere gli alloggi più sicuri e più efficienti, soprattutto in un contesto internazionale in cui il prezzo del gas potrebbe aumentare. Un ragionamento lineare. Meno lineare è capire come mai, nel frattempo, migliaia di alloggi restino inutilizzati mentre si discute — giustamente — del tipo di fornello che un giorno, forse, qualcuno userà.

La delibera, va detto, non è un fulmine a ciel sereno: già dal 2020 ATC non autorizza più l’installazione di nuovi boiler a gas negli edifici con riscaldamento centralizzato. Ora si fa un passo in più: niente gas nemmeno per cucinare. Una progressione logica. Più difficile, invece, trovare una progressione altrettanto rapida nella riassegnazione delle case vuote.

Restano esclusi circa 5 mila appartamenti con impianti autonomi per riscaldamento e acqua calda sanitaria: lì il gas continuerà a vivere serenamente la sua esistenza. Insomma, il problema non è il gas in sé. È il gas quando cucina.

Per la cronaca - meglio chiarirlo - piano a induzione e forno elettrico saranno a carico degli assegnatari. L’ATC prepara l’impianto, il resto lo porta chi entra. Sempre che riesca a entrarci, naturalmente.

Nel frattempo, nei nuovi interventi edilizi e nelle ristrutturazioni integrali, il gas sparirà del tutto. Case completamente elettriche, proiettate verso il futuro. Un futuro in cui, si spera, oltre all’efficienza energetica si scoprirà anche l’efficienza abitativa.

Perché la sensazione, a guardare questa rivoluzione domestica, è che si stia lucidando con grande cura la cucina… mentre il resto della casa resta chiuso a chiave.

E allora viene da chiedersi: davvero il problema principale erano i fornelli?

O forse, più semplicemente, quelli erano gli unici accesi.

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