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Terzo Valico, svolta nel cantiere: abbattuto l’ultimo diaframma, ora il Nord corre più veloce

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Terzo Valico, svolta nel cantiere: abbattuto l’ultimo diaframma, ora il Nord corre più veloce

Un tassello chiave si aggiunge a una delle opere infrastrutturali più rilevanti degli ultimi decenni. A Novi Ligure sono stati completati gli scavi delle gallerie dell’interconnessione ferroviaria, un passaggio tecnico ma cruciale del progetto del Terzo Valico dei Giovi, destinato a ridisegnare i collegamenti tra Liguria e Piemonte e, più in generale, tra il porto di Genova e il sistema produttivo del Nord-Ovest.

L’abbattimento dell’ultimo diaframma segna la conclusione di una fase complessa: è il momento in cui le nuove gallerie si connettono fisicamente alla rete esistente, consentendo l’innesto della linea ad alta capacità Genova–Milano sulla storica Genova–Torino. Un punto di raccordo strategico, destinato a cambiare in modo significativo la circolazione ferroviaria dell’area.

L’intervento rientra nel più ampio progetto del Terzo Valico, realizzato dal consorzio guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, con il supporto di FS Engineering e sotto la supervisione del Commissario straordinario di Governo. Un’opera inserita nel quadro degli investimenti del PNRR, pensata per superare i limiti storici della linea dei Giovi, da sempre uno dei principali colli di bottiglia nei collegamenti tra il porto ligure e il Nord Italia.

Dal punto di vista tecnico, l’infrastruttura si sviluppa interamente nel sottosuolo. Due gallerie naturali a binario singolo, per una lunghezza complessiva di circa 1.700 metri, si diramano dalla galleria di Serravalle fino a raggiungere la linea storica nei pressi di Novi Ligure. Una soluzione progettata per garantire la continuità dei flussi ferroviari senza interferire con la viabilità urbana né con il traffico già esistente.

Il cantiere ha occupato un’area estesa, pari a circa sette ettari, e ha richiesto lavorazioni complesse, tra cui la realizzazione di grandi cameroni sotterranei e tratti in galleria artificiale. Ma è soprattutto nelle condizioni operative che si misura la difficoltà dell’intervento: le gallerie corrono infatti a bassa profondità, in prossimità della linea ferroviaria attiva, con la necessità di mantenere sempre in funzione il traffico senza interruzioni significative.

Per questo motivo, gli scavi sono avanzati su più fronti contemporaneamente, accompagnati da un sistema di monitoraggio continuo capace di rilevare in tempo reale ogni possibile interferenza con le infrastrutture esistenti. Un lavoro di precisione, svolto in stretto coordinamento con Rete Ferroviaria Italiana e gli enti coinvolti, per garantire sicurezza e continuità del servizio.

Il completamento delle gallerie rappresenta molto più di un traguardo tecnico. È un passaggio decisivo verso un obiettivo più ampio: potenziare i collegamenti ferroviari tra il porto di Genova e il Nord Europa, riducendo tempi di percorrenza e aumentando la capacità di trasporto merci.

In un contesto economico in cui la logistica assume un ruolo sempre più centrale, il Terzo Valico si configura come un’infrastruttura strategica per rafforzare la competitività del sistema italiano. Il porto di Genova, principale scalo marittimo del Paese, potrà contare su collegamenti più rapidi ed efficienti verso le aree produttive del Nord-Ovest e oltre, con benefici attesi per l’intero comparto industriale.

Allo stesso tempo, l’opera avrà ricadute anche sul trasporto passeggeri, con la prospettiva di ridurre i tempi di viaggio e migliorare la qualità del servizio. Un cambiamento destinato a incidere non solo sui flussi economici, ma anche sulla mobilità quotidiana.

Il Terzo Valico, tuttavia, non è stato esente da critiche nel corso degli anni, tra dibattiti sui costi, sull’impatto ambientale e sulla reale utilità dell’opera. Il completamento di questa fase segna comunque un avanzamento concreto verso la sua realizzazione, portando più vicino un progetto che da tempo rappresenta uno dei nodi centrali delle politiche infrastrutturali del Paese.

A Novi Ligure, intanto, resta l’immagine simbolica dell’abbattimento dell’ultimo diaframma: un gesto tecnico che diventa metafora di connessione, di un sistema ferroviario che punta a superare i propri limiti storici per guardare a una nuova dimensione di efficienza e integrazione.

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