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Montalenghe al voto: esperienza contro rinnovamento, Grosso e Guglielmino a confronto

L’ex sindaco torna in campo puntando sulla continuità, lo sfidante propone una comunità più partecipata: servizi, giovani e territorio al centro della sfida elettorale

Montalenghe al voto

Montalenghe al voto: esperienza contro rinnovamento, Grosso e Guglielmino a confronto

Il quadro politico di Montalenghe prende forma con chiarezza in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Due candidati, due visioni, un unico obiettivo: guidare il paese in una fase che si annuncia delicata, tra esigenze di continuità e richieste di rinnovamento. Da una parte Valerio Camillo Grosso, volto noto della politica locale, dall’altra Elio Guglielmino, espressione di una proposta civica che punta su partecipazione e coesione sociale.

È una sfida che va oltre il semplice confronto elettorale. A Montalenghe si incrociano percorsi amministrativi, esperienze personali e idee di comunità che riflettono le trasformazioni dei piccoli centri del Canavese, chiamati a ripensarsi tra servizi, demografia e sviluppo locale.

Grosso, il ritorno dell’ex sindaco tra continuità e relazioni istituzionali

La candidatura di Valerio Camillo Grosso segna un ritorno sulla scena da protagonista. Classe 1976, giornalista professionista e attuale presidente del Consorzio Canavesano Ambiente, Grosso non è un volto nuovo: è stato sindaco per tre mandati consecutivi, dal 2005 al 2020, ed è oggi consigliere comunale.

La sua candidatura arriva con la lista civica “Uniti per Montalenghe – Continuità e impegno per il paese”, un nome che già racchiude la filosofia del progetto. Non una rottura, ma un’evoluzione del percorso amministrativo recente, costruito in stretto rapporto con l’attuale sindaca Rita Ladu.

Grosso rivendica apertamente questo legame. Il giudizio sull’amministrazione uscente è positivo e si traduce in una linea chiara: partire da una base considerata solida per affrontare le nuove sfide. “Ci viene consegnato un paese in salute”, sottolinea, ma aggiunge subito che non è il momento di fermarsi.

Il suo messaggio è quello di una continuità dinamica, che non rinuncia al cambiamento ma lo inserisce in un quadro di stabilità. Un equilibrio che si fonda su due elementi principali: l’esperienza amministrativa e la rete di relazioni istituzionali costruita negli anni.

Proprio quest’ultimo aspetto rappresenta uno dei punti centrali della candidatura. Grosso sottolinea la possibilità di utilizzare i rapporti con Città Metropolitana, Regione e altri enti pubblici per generare opportunità concrete per il territorio: finanziamenti, progetti, iniziative di promozione.

In un contesto in cui i piccoli comuni devono confrontarsi con risorse limitate, la capacità di attivare relazioni diventa una leva strategica. E su questo terreno, il candidato punta gran parte della sua proposta. La visione di Grosso si articola attorno a un concetto chiave: non disperdere quanto costruito, ma rafforzarlo. Il programma mette al centro la tutela del tessuto sociale ed economico del paese, con particolare attenzione a scuole, commercio di prossimità e associazioni. Tre pilastri considerati essenziali per mantenere viva la comunità.

Accanto a questo, emerge l’idea di un’amministrazione basata sulla presenza costante e sull’ascolto. Il ruolo del sindaco viene descritto non solo come funzione amministrativa, ma come punto di riferimento quotidiano per i cittadini. Per tradurre questa visione in pratica, Grosso punta su una squadra costruita con un equilibrio tra esperienza e rinnovamento. Un gruppo che unisce competenze diverse, con l’obiettivo di affrontare le sfide future in modo concreto. Il messaggio è chiaro: esperienza e innovazione devono procedere insieme, senza contrapposizioni.

Guglielmino, la proposta civica tra partecipazione e coesione sociale

Sul fronte opposto si colloca la candidatura di Elio Guglielmino, 77 anni, avvocato, alla guida della lista civica “Per Montalenghe”. La sua proposta si sviluppa lungo una direttrice diversa rispetto a quella di Grosso. Se da una parte c’è la continuità amministrativa, dall’altra emerge una visione centrata sulla comunità come sistema partecipato, in cui cittadini, associazioni e istituzioni lavorano insieme.

Il programma si fonda su un principio semplice ma ambizioso: costruire un’amministrazione capace di ascoltare e rispondere ai bisogni reali. Uno dei punti cardine è il coinvolgimento delle nuove generazioni. La lista propone la creazione di una Consulta giovanile, pensata come spazio di confronto e progettazione. Non un organismo simbolico, ma uno strumento concreto per rendere i giovani protagonisti della vita pubblica.

A sostenere questo progetto è una squadra composta da candidati con esperienze e competenze diverse, espressione del tessuto sociale del paese. Fanno parte della lista Ilva Fiorina, Simona Ramires, Livio Cuffia, Gian Piero Polonio, Luca Tessitore, Giuliano Passalacqua, Roberta Meinardi, insieme a Franco Acquarone e Marta Tonso.

Oltre ai giovani, grande attenzione è dedicata alla terza età e alle fasce più fragili. Il rafforzamento dei servizi sociali e dell’assistenza domiciliare rappresenta uno degli assi portanti del programma, con l’obiettivo di garantire una rete di protezione efficace. Il progetto di “Per Montalenghe” si sviluppa su più livelli, con un approccio integrato.

Sul fronte dei servizi alla persona, si punta al potenziamento dell’assistenza domiciliare, alla collaborazione con realtà come la Croce Rossa e al miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari. Importante anche il capitolo dedicato alla sanità di prossimità, con l’idea di introdurre presidi medici locali e strumenti di prevenzione come il defibrillatore e i corsi di primo soccorso. La scuola rappresenta un altro elemento centrale. Il programma prevede l’introduzione di servizi di pre e dopo scuola, con l’obiettivo di sostenere le famiglie e mantenere il plesso scolastico locale.

Sul piano infrastrutturale, la lista propone interventi su strade, decoro urbano e recupero degli spazi pubblici, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio esistente.

Tra i progetti più significativi, il recupero dell’ex Circolo Arci come spazio polifunzionale, destinato a diventare un punto di riferimento per attività sociali e culturali. Il programma affronta anche il tema del territorio e dell’ambiente, con iniziative volte a coniugare sviluppo e tutela. Dalla valorizzazione delle aree naturali alla promozione di giornate ecologiche, l’obiettivo è costruire una cultura ambientale diffusa.

Parallelamente, si punta a rafforzare il ruolo della cultura e delle associazioni, valorizzando strumenti come la biblioteca e promuovendo eventi e iniziative. Il tema economico si intreccia con quello demografico. La lista propone un lavoro di rete con altri comuni per affrontare le sfide legate allo spopolamento e alla riduzione delle attività produttive.

Il confronto tra Grosso e Guglielmino rappresenta due modelli amministrativi distinti.

  • Da una parte, la continuità esperta, che punta su relazioni, esperienza e consolidamento
  • Dall’altra, una comunità partecipata, che mette al centro cittadini, servizi e coesione sociale

Entrambe le proposte si confrontano con le stesse sfide:

  • mantenere i servizi
  • contrastare il calo demografico
  • valorizzare il territorio
  • rafforzare il senso di comunità

In questo contesto, il voto assume un significato particolare. Non si tratta solo di scegliere un sindaco, ma di definire il modello di sviluppo del paese.

La sfida di Montalenghe riflette dinamiche più ampie che coinvolgono molti piccoli centri italiani. Da un lato la necessità di preservare identità e servizi, dall’altro l’urgenza di innovare e adattarsi a un contesto in continua evoluzion. Le amministrazioni locali sono chiamate a trovare un equilibrio tra questi due poli, spesso con risorse limitate ma con una forte responsabilità verso la comunità. In questo scenario, la capacità di fare squadra e di coinvolgere i cittadini diventa decisiva.

Con l’avvicinarsi delle elezioni, la campagna entrerà nel vivo. Incontri pubblici, confronti e iniziative sul territorio definiranno i contorni di una sfida che si annuncia aperta. Da una parte l’esperienza di chi ha già guidato il paese, dall’altra la proposta di un modello più partecipato. Sarà il voto dei cittadini a stabilire quale strada intraprendere.

A Montalenghe, come in molti altri piccoli centri, la politica torna a essere un confronto diretto tra persone e idee, dove ogni scelta incide concretamente sulla vita quotidiana. E proprio per questo, la sfida tra Grosso e Guglielmino va oltre il risultato elettorale: rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della comunità.

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