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Cronaca

Sfregio alla memoria del 25 Aprile: incendiata la targa partigiana a Vanchiglia

Colpita a Vanchiglia la memoria della Resistenza: bruciata la corona d’alloro, indignazione politica e del quartiere

Torino

Sfregio alla memoria del 25 Aprile: incendiata la targa partigiana a Vanchiglia

Non passa nemmeno un giorno dalle celebrazioni del 25 Aprile e a Torino torna a colpire un gesto che riapre una ferita già nota. In largo Montebello, nel quartiere Vanchiglia, la targa dedicata ai partigiani è stata data alle fiamme, poche ore dopo le iniziative che avevano coinvolto cittadini, scuole e associazioni nella commemorazione della Liberazione.

A denunciare l’accaduto è Sinistra Ecologista, che parla apertamente di un episodio che va oltre il semplice vandalismo. “Non è vandalismo ma un atto politico, un gesto fascista che colpisce deliberatamente la memoria della Resistenza”, si legge nella nota diffusa dai consiglieri comunali Sara Diena ed Emanuele Busconi, insieme ai consiglieri di circoscrizione Ilaria Genovese e Beppe Piras.

Il gesto assume un significato ancora più forte perché arriva subito dopo una giornata che aveva visto una partecipazione ampia e trasversale. Solo poche ore prima, infatti, la zona era stata attraversata da una passeggiata commemorativa tra le lapidi del quartiere, con la presenza di famiglie, residenti e studenti. Un momento di memoria condivisa che aveva restituito centralità ai luoghi della Resistenza.

L’incendio della targa – o della corona deposta in suo onore – spezza simbolicamente quella continuità, trasformando un luogo di ricordo in uno scenario di sfregio. Non è la prima volta che accade. Negli ultimi anni episodi simili si sono ripetuti più volte nello stesso punto, con una frequenza che preoccupa residenti e istituzioni.

Nella stessa nota, Sinistra Ecologista sottolinea proprio questo aspetto: “Non è la prima volta che succede: l’episodio si ripete con una violenza sempre più esplicita ed è il chiaro segno di come certe pulsioni nostalgiche si sentano sempre più legittimate”. Un passaggio che amplia la lettura del gesto, inserendolo in un contesto più ampio di tensioni e segnali che non possono essere ignorati.

La reazione politica è netta e punta a evitare qualsiasi forma di normalizzazione. “Verso questi atti non ci sarà assuefazione né silenzio. Ogni gesto come questo rafforza l’impegno a presidiare i luoghi della memoria, a renderli sempre più visibili, attraversati, vivi”, prosegue la dichiarazione. Un messaggio che richiama la necessità di una presenza costante nei luoghi simbolici, affinché non diventino bersagli isolati.

Il riferimento finale è altrettanto esplicito: “Perché la memoria non si cancella: si difende, insieme. Contro ogni rigurgito fascista, Torino resiste e continuerà a resistere”. Parole che ribadiscono l’identità antifascista della città e la volontà di non arretrare di fronte a episodi di questo tipo.

Intanto, nel quartiere, resta l’amarezza per un gesto che colpisce non solo un simbolo, ma anche il lavoro di chi, proprio nei giorni precedenti, aveva contribuito a mantenere viva la memoria della Liberazione. La targa verrà ripristinata, come già accaduto in passato, ma il segnale resta.

A Vanchiglia, come in altri luoghi della città, il 25 Aprile continua a essere un momento centrale della vita civile. Proprio per questo, ogni attacco ai suoi simboli assume un peso che va oltre il danno materiale: diventa una sfida alla memoria collettiva e ai valori su cui si fonda la democrazia.

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