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Da Favria al palco: il Mago Alberto Rossetto e il potere dello stupore

Da Favria ai palchi del Nord Italia, il percorso di Alberto Rossetto tra illusionismo, formazione e un progetto che unisce spettacolo e educazione

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Alberto Rossetto - Fastermagia

A volte la realtà ha bisogno di un velo di illusionismo per rivelare la sua parte più autentica. A Favria vive Alberto Rossetto, classe 1980, artista capace di trasformare il quotidiano in meraviglia. Per lui la magia non è un inganno, ma un linguaggio per comunicare emozioni.

La sua storia professionale inizia nel 1998, quando si fa conoscere in tutto il Canavese come “Mago Faster”, identità che nel 2010 evolve in “Alberto Rossetto - Fastermagia”.

Fin da giovane Alberto Rossetto conosce il valore del lavoro: a dodici anni aiuta i genitori nell’attività di famiglia. Parallelamente coltiva la passione per la cucina, con il sogno di diventare cuoco e aprire un ristorante. Si diploma infatti alla scuola alberghiera, ma durante gli studi, a 16 anni, scopre quasi per caso un’altra strada: quella dell’illusionismo, nata grazie a un attrezzo magico ricevuto in dono.

Da quel momento approfondisce la materia sui primi libri, in un’epoca in cui la ricerca richiede tempo e dedizione. Incontra figure determinanti come il Mago Virgilio di Castellamonte e successivamente entra nel Circolo Amici della Magia “Bartolomeo Bosco”, allora con sede a San Mauro, ambiente che diventa per lui luogo di formazione e confronto.

Dopo il diploma intraprende la carriera da cuoco, senza abbandonare la magia. Il debutto ufficiale arriva a 18 anni, quando si esibisce per la festa di una bambina. È un passaggio decisivo: scopre una naturale capacità di stare in scena e relazionarsi con il pubblico.

Per un periodo cerca di conciliare le due attività, ma i ritmi della cucina si rivelano incompatibili con la crescita artistica. La svolta arriva con un cambio lavorativo: passa al settore dell’edilizia, scelta che gli garantisce stabilità economica e maggiore libertà per dedicarsi agli spettacoli. In questo contesto viene formato fino a diventare tecnico di cantiere.

Il passaggio definitivo avviene a 34 anni, dopo un infortunio sul lavoro. Il periodo di recupero si trasforma in occasione di riflessione e Alberto Rossetto decide di dedicarsi completamente alla magia, trasformandola nella sua professione.

Alberto Rossetto - Fastermagia

Alberto Rossetto - Fastermagia, durante uno show

Fondamentale il sostegno della famiglia. Con il padre Elio Rossetto nasce una collaborazione che diventa parte integrante degli spettacoli: dopo il pensionamento, il padre si occupa della cura e dell’addestramento di piccoli animali utilizzati nelle esibizioni. Da allora lo affianca in ogni fase, rafforzando anche il loro legame personale.

Gli spettacoli di Alberto Rossetto si distinguono per una struttura narrativa che coinvolge il pubblico, in particolare i bambini, trasformati da spettatori a partecipanti attivi. In un contesto sempre più digitale, l’obiettivo è stimolare la fantasia lontano dagli schermi.

Questa visione prende forma nel “Laboratorio Emozionale”, momento successivo allo spettacolo in cui Alberto Rossettoe Elio Rossetto spiegano ai più piccoli il rapporto con gli animali, promuovendo il rispetto e la conoscenza diretta.

L’attività lo porta oggi a spostarsi tra Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto. Nonostante le difficoltà legate agli spostamenti, il viaggio resta una fonte di ispirazione. «La mia gratificazione più grande è riuscire a stimolare la fantasia dei bambini e vederli interagire con me durante gli spettacoli. La vera magia accade alla fine, quando nei loro occhi si vede una gioia autentica», racconta Alberto Rossetto.

Oggi è un professionista affermato: oltre agli spettacoli per bambini, si dedica alla micromagia per adulti ed è richiesto da scuole, enti pubblici, associazioni e privati.

Nel suo percorso riconosce un’influenza importante nella figura del nonno materno, Arturo Melle, che dopo la Seconda guerra mondiale aveva fondato un piccolo circo familiare esibendosi come clown. Un’eredità che continua a orientare il suo modo di vivere il palcoscenico.

Negli ultimi anni Alberto Rossetto ha maturato anche una nuova consapevolezza personale. «Vivere nel presente non significa superficialità, ma dare valore al quotidiano e cercare emozioni autentiche», afferma. Un approccio che si riflette nel suo lavoro, dove tecnica e sensibilità si incontrano per restituire al pubblico un’esperienza semplice e diretta.

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