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Favria, il cuore della libertà: memoria viva tra passato e futuro nel giorno della Liberazione

Una comunità unita celebra il 25 Aprile tra ricordo, impegno civile e il coinvolgimento delle nuove generazioni

25 Aprile a Favria. Memoria, Libertà e Futuro.

Una giornata intensa, partecipata e carica di significato quella vissuta a Favria in occasione del 25 Aprile, a 81 anni dalla Liberazione. La cerimonia si è aperta con il tradizionale alzabandiera, momento solenne che ha dato il via a una commemorazione segnata da profondo rispetto e forte partecipazione cittadina.

A portare il primo saluto è stato l’Alpino Martino Vaira, che ha ringraziato i presenti e le numerose associazioni del territorio, schierate con i propri vessilli, simbolo tangibile di identità e appartenenza. Subito dopo, il sindaco Vittorio Bellone ha rivolto il suo intervento alle autorità civili, militari e religiose, ai rappresentanti delle associazioni e, in particolare, ai più giovani.

Nel suo discorso, il primo cittadino ha ribadito come il 25 Aprile non sia soltanto una ricorrenza storica, ma un impegno attuale e quotidiano: custodire e difendere i valori della democrazia nati dalla Resistenza. Bellone ha richiamato il ruolo centrale della Costituzione come guida di giustizia e diritti, lanciando un appello diretto alle nuove generazioni affinché diventino protagoniste attive della vita democratica.

A dare voce ai più giovani è stato anche Mattia Geronimo, sindaco del Consiglio dei Ragazzi, che ha ripercorso con lucidità il significato storico del 25 aprile 1945, ricordando l’insurrezione proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e il valore universale di libertà e democrazia che questa data rappresenta.

Di forte impatto anche l’intervento della dirigente scolastica Valeria Miotti, che ha sottolineato come la Liberazione sia una festa condivisa, fondamento della Repubblica. Il suo richiamo al valore della pace, accompagnato dal pensiero rivolto alle vittime innocenti dei conflitti, in particolare ai bambini, ha rappresentato uno dei momenti più toccanti della cerimonia.

Il tema della memoria è stato ripreso dall’Alpino Giorgio Cortese, che ha invitato a mantenerla viva e attiva, trasmettendola alle nuove generazioni come presidio contro l’indifferenza. A chiudere gli interventi, Carlo Annovazziper l’ANPI, che ha reso omaggio ai caduti e ricordato il contributo fondamentale delle donne nella Resistenza, richiamando il valore della Costituzione come patrimonio da difendere con consapevolezza.

La celebrazione è proseguita con la sfilata verso la pietra commemorativa e la Santa Messa. Al termine, la Preghiera degli Alpini, recitata dal capogruppo Giovanni Magliocco, ha aggiunto un ulteriore momento di raccoglimento.

Particolarmente significativa la deposizione delle corone ai monumenti dedicati ai Caduti della Liberazione, agli Alpini, ai Marconisti e ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, accompagnata dalle note di “Bella Ciao”, dell’Inno d’Italia e de “Il Piave”. Musiche che hanno saputo unire memoria storica e identità nazionale in un’unica, intensa emozione collettiva.

A scandire l’intera manifestazione è stata la Filarmonica Favriese, presenza costante e apprezzata, che ha chiuso la giornata con la marcia dei coscritti, confermandosi ancora una volta elemento centrale delle celebrazioni cittadine.

Una partecipazione sentita, quella della comunità favriese, che ha ribadito come il valore della memoria risieda nella sua condivisione. Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto al futuro: la libertà conquistata va custodita ogni giorno.


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