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Welfare più vicino alle persone: a Settimo il progetto TILDE cambia il modello dei servizi

Lavoro, formazione e rete pubblico-privato: oltre 130 inserimenti e nuovi strumenti per le famiglie

Welfare più vicino alle persone: a Settimo il progetto TILDE cambia il modello dei servizi

Welfare più vicino alle persone: a Settimo il progetto TILDE cambia il modello dei servizi

Non solo numeri, ma un cambio di prospettiva. Il progetto TILDE segna un passaggio concreto verso un welfare più moderno, capace di adattarsi ai bisogni reali dei cittadini e di costruire risposte integrate tra pubblico e privato. A Settimo Torinese, nella Biblioteca Archimede, si è svolto uno degli incontri conclusivi della prima fase di un’iniziativa che ha coinvolto sette Comuni e decine di realtà del territorio.

Al centro, un’idea chiara: superare la frammentazione dei servizi e creare una rete coordinata capace di sostenere soprattutto le donne, target principale del progetto, con particolare attenzione al tema della conciliazione tra lavoro e famiglia.

Il progetto, promosso dall’Unione dei Comuni Nord Est Torino e sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, ha messo in campo un modello innovativo basato sulla collaborazione tra enti pubblici, imprese, associazioni e istituti scolastici. Un sistema complesso, ma pensato per essere più efficace e vicino alle persone.

Tra gli elementi chiave, la figura del welfare manager, incaricata di coordinare i diversi attori coinvolti e facilitare l’accesso ai servizi. Un ruolo strategico, che ha permesso di rendere il sistema più leggibile e funzionale, evitando sovrapposizioni e dispersioni.

I risultati della prima fase sono significativi. Sono stati realizzati 134 inserimenti lavorativi e attivati 17 tirocini, offrendo opportunità concrete a persone in cerca di occupazione. Parallelamente, oltre 100 cittadini hanno partecipato a percorsi di riqualificazione professionale, con il conseguimento anche di strumenti pratici come la patente, fondamentale per aumentare l’autonomia e l’accesso al lavoro.

Un impatto che si riflette non solo sul piano occupazionale, ma anche su quello sociale. Il progetto ha infatti contribuito a rafforzare i servizi educativi, rendendoli più accessibili e omogenei tra i diversi Comuni coinvolti: Borgaro, Caselle, Leinì, San Benigno, San Mauro, Settimo e Volpiano.

Tra gli interventi più concreti, la revisione dei regolamenti degli asili nido, con l’obiettivo di uniformare i criteri e ampliare l’offerta. Un passaggio fondamentale per sostenere le famiglie, soprattutto quelle con figli piccoli, e favorire una maggiore partecipazione al mercato del lavoro.

Il progetto TILDE ha inoltre favorito l’emergere di buone pratiche anche nel mondo delle imprese. Alcune aziende del territorio hanno iniziato a integrare nei propri sistemi di welfare aziendale convenzioni con i servizi pubblici, creando un collegamento diretto tra lavoro e supporto sociale.

Un approccio che punta a generare valore condiviso, superando la logica dell’intervento isolato e costruendo invece un sistema capace di durare nel tempo.

Secondo la sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra, il progetto rappresenta un cambio di paradigma: un welfare che non si limita a rispondere alle emergenze, ma che lavora in modo strutturato per prevenire le difficoltà e sostenere le persone nel lungo periodo.

Una visione che trova riscontro anche nelle parole della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha sostenuto l’iniziativa nell’ambito del programma “Equilibri”. L’attenzione è rivolta soprattutto alla capacità di creare strumenti replicabili, come piattaforme condivise e reti territoriali, in grado di migliorare l’accessibilità dei servizi.

Il punto di forza di TILDE sta proprio nella sua dimensione integrata. Lavoro, formazione e servizi educativi vengono affrontati insieme, come parti di un unico sistema. Un approccio che si rivela particolarmente efficace quando si tratta di sostenere l’occupazione femminile, spesso ostacolata dalla difficoltà di conciliare tempi di vita e lavoro.

Il percorso non si ferma qui. La conclusione della prima fase rappresenta un momento di bilancio, ma anche un punto di partenza per sviluppi futuri. La sfida sarà quella di consolidare i risultati e trovare nuove risorse per ampliare il progetto, mantenendo viva la rete costruita in questi anni.

Per i Comuni coinvolti, si tratta di un banco di prova importante. Innovare il welfare significa investire in competenze, strumenti e relazioni, ma anche saper intercettare finanziamenti e opportunità.

TILDE dimostra che un modello diverso è possibile. Un welfare più coordinato, inclusivo e orientato al futuro, capace di mettere al centro le persone e di costruire risposte concrete alle esigenze delle comunità.

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