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Confindustria Piemonte, Sertorio alla guida della Piccola Industria: “Crescita e coesione per affrontare le sfide globali”

L’imprenditore torinese eletto presidente fino al 2030. Al centro del mandato Pmi, investimenti e sistema territoriale

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Confindustria Piemonte, Sertorio alla guida della Piccola Industria: “Crescita e coesione per affrontare le sfide globali”

In un momento segnato da instabilità economica e tensioni internazionali, il sistema delle piccole e medie imprese piemontesi sceglie la continuità ma anche una nuova spinta strategica. Filippo Sertorio è il nuovo presidente del Comitato regionale Piccola Industria di Confindustria Piemonte, una realtà che rappresenta il 96% delle aziende associate e oltre 175mila lavoratori.

L’elezione, avvenuta a Torino, segna il passaggio di testimone con Alberto Biraghi, alla guida negli ultimi quattro anni, e apre una fase che guarda al futuro con due parole chiave: crescita e appartenenza. Un mandato che durerà fino al 2030 e che arriva in un contesto complesso, dove le imprese sono chiamate a confrontarsi con crisi energetiche, transizione tecnologica e nuovi equilibri geopolitici.

Sertorio, 54 anni, torinese, è amministratore unico di una holding attiva negli investimenti in Pmi e startup. Un profilo che unisce esperienza industriale e visione finanziaria, maturata anche nel ruolo di vicepresidente nazionale della Piccola Industria con delega a credito, finanza e fisco. Un percorso che lo ha portato a conoscere da vicino le esigenze delle imprese, soprattutto quelle di dimensioni medio-piccole che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo.

Nel suo primo intervento da presidente, Sertorio ha tracciato la linea del mandato: rafforzare il sistema delle Pmi e consolidare il senso di appartenenza a Confindustria. Un messaggio che richiama la necessità di fare squadra in una fase storica caratterizzata da incertezza e trasformazioni rapide. L’obiettivo è costruire un sistema più compatto, capace di dialogare con le istituzioni e di sostenere la competitività delle imprese.

Il Piemonte, in questo scenario, rappresenta un territorio chiave. Regione storicamente legata alla manifattura, oggi è chiamata a coniugare tradizione e innovazione, mantenendo una forte capacità di investimento. Non a caso, la presenza del presidente nazionale della Piccola Industria, Fausto Bianchi, all’assemblea elettiva sottolinea il peso strategico del sistema piemontese nel quadro nazionale.

Negli ultimi anni, le imprese hanno attraversato una fase complessa. La crisi energetica, in particolare, ha inciso in modo significativo sui costi di produzione, mettendo sotto pressione soprattutto le realtà più piccole. Eppure, come sottolineato dal presidente uscente Biraghi, il sistema ha dimostrato una sorprendente resilienza. Gli investimenti non si sono fermati, anzi, in molti casi sono stati rafforzati per affrontare un contesto sempre più competitivo.

È proprio su questa capacità di adattamento che si innesta il progetto di Sertorio. Tra le priorità, il sostegno ai processi di crescita dimensionale delle imprese, considerati fondamentali per affrontare i mercati globali. Un percorso che passa anche attraverso strumenti concreti, come la “Mappa della crescita nazionale”, un modello operativo nato proprio in Piemonte e ora esteso a livello italiano.

Si tratta di una guida che raccoglie esperienze, casi concreti e strumenti utili per accompagnare le imprese nel loro sviluppo. Un approccio pragmatico, che punta a fornire indicazioni operative e a favorire il confronto tra aziende. Accanto alla crescita, l’altro pilastro è il rafforzamento del senso di appartenenza al sistema Confindustria. Un elemento che, in un contesto frammentato, può fare la differenza. Creare rete, condividere competenze e costruire alleanze diventa essenziale per affrontare sfide sempre più complesse.

La giornata torinese ha rappresentato anche un momento di confronto più ampio. Oltre 150 rappresentanti della Piccola Industria provenienti da tutta Italia si sono riuniti per discutere le principali criticità del sistema produttivo. Al centro del dibattito, inevitabilmente, il tema dell’energia, ma anche quello della trasformazione industriale e della competitività.

Il nuovo presidente si trova quindi a guidare un sistema articolato e strategico, chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale nell’economia regionale e nazionale. Le Pmi non sono solo numeri, ma rappresentano un tessuto fatto di innovazione, occupazione e radicamento territoriale.

In questo contesto, la sfida sarà quella di trasformare le difficoltà in opportunità, mantenendo alta la capacità di investimento e puntando su innovazione e collaborazione. Un percorso che richiede visione, ma anche concretezza. Con l’elezione di Sertorio, la Piccola Industria piemontese apre dunque una nuova fase, con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo e contribuire allo sviluppo del sistema produttivo. Una sfida che parte dal territorio, ma guarda all’intero Paese.

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