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Guerra in Medio Oriente, stangata su bollette e carburanti in Piemonte. Le imprese lanciano l'allarme

Le associazioni da Agci a Confindustria: aumenti fino al 43% sul gas, servono misure immediate

Guerra in Medio Oriente, stangata su bollette e carburanti in Piemonte. Le imprese lanciano l'allarme

Benzinaio (foto d'archivio)

Le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente stanno causando un forte aumento dei prezzi dell’energia, con effetti su tutta l’economia, anche in Piemonte. In una fase così delicata, l’ipotesi di una austerity o, peggio, di una recessione causata dalla situazione internazionale, è assolutamente da contrastare. Lo denunciano le associazioni imprenditoriali del Piemonte: Agci, Ance, Casartigiani, Cna, Confapi, Confartigianato Imprese, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria e Legacoop.

Secondo le stime, le bollette elettriche per le imprese del terziario potrebbero aumentare tra l’8,5% e il 13,9%, con un incremento medio di circa 2.853 euro rispetto ai livelli registrati nel primo bimestre del 2026. Ancora più rilevante l’aumento del gas, con rincari compresi tra il 30% e il 43,5%, pari a circa 3.408 euro in più per azienda.

Gli effetti non riguardano solo il mondo produttivo. L’aumento dei costi energetici si riflette anche sulle famiglie, con una conseguente contrazione dei consumi che rischia di penalizzare diversi settori, tra cui il turismo, proprio alla vigilia della stagione estiva. A questo si aggiunge il rincaro dei carburanti, ormai non più sostenibile per molte imprese, in un contesto in cui il trasporto su gomma rappresenta l’88% della movimentazione delle merci a livello nazionale.

Per far fronte a questa situazione, le associazioni chiedono in tempi rapidi un confronto diretto con le istituzioni territoriali e i loro rappresentanti, per intervenire in maniera strutturale con politiche che mettano imprese e lavoratori al centro. Prioritario – spiegano – è sostenere le imprese, in particolare le micro e piccole attività, accelerando l’avvio di processi di aggregazione della domanda così da consentire anche alle realtà più piccole di accedere ai contratti di lungo periodo per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili e semplificando gli investimenti in efficienza energetica.

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