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Konecta, dopo 213 uscite si riapre il confronto: stop all’accorpamento delle sedi

Vertice a Ivrea tra azienda e sindacati: rivisto il piano industriale, ma restano criticità su GED e backoffice. Nuovo incontro a maggio e assemblee dei lavoratori

Konecta, dopo 213 uscite si riapre il confronto: stop all’accorpamento delle sedi

Konecta, dopo 213 uscite si riapre il confronto: stop all’accorpamento delle sedi

Si riapre il confronto tra sindacati e azienda dopo la conclusione della procedura di esodo incentivato che ha profondamente ridisegnato l’organizzazione di Konecta in Piemonte. È questo l’esito principale dell’incontro che si è svolto giovedì presso l’Unione Industriali di Ivrea, alla presenza delle organizzazioni sindacali di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, delle RSU di Asti, Ivrea e Torino e dei rappresentanti dell’azienda, affiancata da Confindustria Canavese.

Il tavolo arriva in un momento delicato: la recente uscita volontaria di 213 lavoratrici e lavoratori – di cui 200 addetti operativi e 13 figure di staff – segna infatti un passaggio cruciale nella riorganizzazione del gruppo. Un dato che fotografa con chiarezza l’impatto della procedura: 93 uscite ad Asti, 107 a Ivrea e 13 a Torino.

Numeri importanti che hanno inevitabilmente modificato gli equilibri interni e che hanno spinto l’azienda a rivedere alcune scelte strategiche. Nel corso dell’incontro, Konecta ha infatti dichiarato la disponibilità a riconsiderare le logiche alla base del piano industriale presentato il 5 dicembre 2025. In particolare, è stata ritirata – almeno per il momento – l’ipotesi di accorpamento delle tre sedi piemontesi, uno dei punti più contestati dai sindacati nei mesi scorsi.

Una decisione che rappresenta un primo segnale di apertura, ma che non basta a sciogliere tutte le criticità. Restano infatti sul tavolo questioni rilevanti legate all’organizzazione del lavoro, in particolare per quanto riguarda le attività documentali (GED) e il backoffice non telefonico. Ambiti che, secondo quanto emerso nel confronto, continuano a presentare problemi operativi e necessitano di interventi specifici e di una revisione strutturata.

Per le organizzazioni sindacali si tratta ora di verificare se alle aperture dichiarate seguiranno impegni concreti, soprattutto in termini di tenuta occupazionale e qualità del lavoro per chi è rimasto. La riduzione dell’organico, infatti, impone una ridefinizione dei carichi e delle mansioni che dovrà essere gestita con attenzione per evitare nuove tensioni.

Il percorso di confronto proseguirà nelle prossime settimane. Le parti hanno infatti concordato un nuovo incontro nella prima metà di maggio, passaggio che sarà determinante per entrare nel merito delle criticità ancora aperte e per capire come evolverà il piano industriale alla luce dei cambiamenti intervenuti.

Subito dopo, saranno convocate assemblee sindacali in tutte le sedi piemontesi – Asti, Ivrea e Torino – per informare e coinvolgere direttamente le lavoratrici e i lavoratori sugli sviluppi della trattativa. Un momento che si preannuncia centrale, in un contesto in cui il futuro organizzativo dell’azienda sul territorio resta ancora in fase di definizione.

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