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22 Aprile 2026 - 21:22
Pertosse in aumento: l’Asl di Asti lancia l’allarme vaccini (foto di repertorio)
In occasione della Settimana Mondiale delle Vaccinazioni, in programma dal 24 al 30 aprile 2026, l’Asl di Asti lancia un appello alla prevenzione per contrastare la diffusione della pertosse, un’infezione respiratoria che sta tornando a preoccupare anche a livello europeo.
I dati sono significativi: se nel 2023 si erano registrati circa 25.000 casi, nei primi tre mesi del 2024 i contagi hanno già superato quota 32.000, segnalando una crescita rapida e costante. Un andamento che mette in allerta anche il sistema sanitario italiano, soprattutto per le categorie più esposte.
Il rischio maggiore riguarda i bambini sotto i tre anni, per i quali la pertosse può provocare complicazioni anche gravi, ma l’attenzione è alta anche per gli adulti fragili, in particolare quelli affetti da patologie pregresse.
La malattia si manifesta inizialmente con sintomi simili a un comune raffreddore, come febbre lieve e malessere generale, ma può evolvere rapidamente in violenti attacchi di tosse, accompagnati da vomito e, nei casi più delicati, da blocchi respiratori, soprattutto nei neonati.
Per contenere la diffusione del batterio, l’Asl punta su una strategia di prevenzione mirata, sottolineando l’importanza della vaccinazione in gravidanza, considerata lo strumento più efficace per proteggere i neonati nei primi mesi di vita. Attraverso la madre, infatti, gli anticorpi vengono trasmessi al bambino, garantendo una copertura nei periodi in cui è più vulnerabile.
L’azienda sanitaria ricorda che la vaccinazione è gratuita per le donne in gravidanza, preferibilmente intorno alla 28ª settimana, con accesso diretto dal lunedì al venerdì mattina presso le sedi dell’Asl.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dai richiami vaccinali per personale sanitario, medici, infermieri e adolescenti, considerati essenziali per limitare la circolazione del batterio e proteggere le fasce più deboli della popolazione.
Per queste categorie è prevista la prenotazione tramite telefono o email, così da organizzare l’accesso in modo efficace e garantire la copertura necessaria.
L’iniziativa rientra in un contesto più ampio di sensibilizzazione, che punta a rafforzare la cultura della prevenzione e a contrastare il ritorno di malattie infettive considerate per anni sotto controllo.

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