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22 Aprile 2026 - 18:56
Vesta 2026, boom di domande nel click day: 42mila richieste in 12 ore (foto di repertorio)
Dodici ore, decine di migliaia di richieste e un sistema messo alla prova fin dall’apertura.
La nuova edizione di Vesta 2026, la misura della Regione Piemonte a sostegno delle famiglie per l’accesso ai servizi per l’infanzia, ha registrato numeri elevati già nelle prime ore del click day, confermando una domanda diffusa su tutto il territorio.
Alla chiusura della finestra di presentazione sono state complessivamente 42mila le domande raccolte in un arco di tempo limitato, a fronte di un budget complessivo di 20 milioni di euro. Un dato che, secondo le prime stime, consentirà di garantire il contributo a circa 30mila famiglie, pari a una copertura del 60% dei richiedenti.
L’avvio della piattaforma online non è stato privo di criticità. Nella prima ora si sono registrati rallentamenti e difficoltà di accesso, segnalati da numerosi utenti. Il sistema ha poi ripreso a funzionare con maggiore regolarità nel corso della giornata, permettendo il completamento delle procedure senza ulteriori interruzioni rilevanti.
I dati sulle richieste mostrano un andamento concentrato nelle ore centrali del pomeriggio. Tra le 16 e le 18 si è registrato il picco, con oltre 23mila domande presentate in due ore, segno di un forte interesse e di una mobilitazione diffusa da parte delle famiglie.
Il confronto con l’edizione precedente evidenzia un’evoluzione significativa. Nel 2025, a fronte di circa 50mila richieste, erano state finanziate 10mila famiglie. Quest’anno, anche grazie all’esclusione dei beneficiari già sostenuti nella passata edizione, il numero dei nuclei che riceveranno il contributo risulta triplicato.
Un elemento rilevante riguarda la distribuzione delle domande per fascia ISEE. La maggior parte delle richieste, pari al 62,6%, proviene da famiglie con redditi compresi tra 10mila e 30mila euro, confermando il ruolo della misura nel supporto al ceto medio, spesso escluso dai tradizionali strumenti di welfare. Il 23,4% delle domande arriva invece dalla fascia sotto i 10mila euro, mentre il restante 14% si colloca tra i 30mila e i 40mila euro.
Anche i dati sulla cittadinanza delineano un quadro preciso. L’85,9% delle richieste è stato presentato da cittadini italiani e dell’Unione Europea, con una presenza particolarmente significativa nelle fasce di reddito medio-alte.
Dal punto di vista territoriale, la misura ha raggiunto una diffusione quasi totale. Le domande sono arrivate da 1.011 Comuni piemontesi su un totale di 1.180, un dato che evidenzia la capillarità dell’intervento e la sua capacità di coinvolgere l’intero territorio regionale.
Vesta si conferma così uno strumento centrale nelle politiche regionali a sostegno delle famiglie, con un impatto diretto sui costi legati ai servizi per l’infanzia. Allo stesso tempo, l’elevato numero di richieste e le difficoltà iniziali della piattaforma riaprono il tema dell’efficienza dei sistemi digitali utilizzati per la gestione dei bandi pubblici.
La fase successiva sarà quella della valutazione delle domande e dell’assegnazione dei contributi, che determinerà in concreto l’efficacia della misura e la sua capacità di rispondere alle esigenze espresse dalle famiglie piemontesi.

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