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Voucher Vesta: il Click Day diventa "Notte Bianca" (per sfinimento)

Tra server che svengono per la troppa compagnia e lo scaricabarile della politica, la Regione inventa il welfare notturno: se vuoi il bonus per i figli, preparati il caffè.

Voucher Vesta: il Click Day diventa "Notte Bianca" (per sfinimento)

Voucher Vesta: il Click Day diventa "Notte Bianca" (per sfinimento)

Avevamo detto “ci risiamo”, ma la realtà ha deciso di superare la nostra più cinica fantasia trasformando il secondo atto del Buono Vesta in una sceneggiatura che oscilla tra la commedia dell'assurdo e il thriller. Non è più solo un replay, è un perfezionamento dell'errore. Tutto è iniziato con quel mezzogiorno teorico, un orario che sulla carta doveva dare il via alla corsa all'oro e che invece, con una precisione quasi chirurgica, ha visto il portale andare in crash preventivo ancor prima del fischio d'inizio. Il risultato è stato un limbo digitale fatto di schermate bianche e tasti refresh consumati dalle dita nervose di migliaia di genitori piemontesi, trasformati loro malgrado in concorrenti di una lotteria senza premi garantiti.

Il CSI Piemonte, chiamato a spiegare perché il giocattolo si sia rotto subito, ha rilasciato una nota che meriterebbe un premio per l'ottimismo: il blocco è stato causato da un traffico di rete "di gran lunga superiore a quello atteso".

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È una giustificazione che lascia sbigottiti: stupirsi che decine di migliaia di persone si colleghino contemporaneamente per accaparrarsi un bonus a esaurimento è come se un bagnino si meravigliasse di vedere dell'acqua in mare.

Almeno, ci rassicurano, non sono stati i cattivissimi hacker russi o cinesi; è stata solo la "folla", ovvero quegli stessi cittadini che la Regione aveva invitato calorosamente a partecipare. Il blackout non è stato un affare privato: l'onda d'urto ha travolto oltre 300 servizi pubblici, paralizzando anche i siti del Comune di Torino e di altri enti locali.

Tant'è! E come hanno reagito il Presidente della Regione Alberto Cirio e il Vicepresidente Maurizio Marrone. Hanno deciso di giocare la carta della fermezza indignata. Hanno definito il disservizio "grave e inaccettabile", chiedendo spiegazioni immediate al CSI, ma hanno subito alzato un muro di gomma tra la responsabilità politica e quella tecnica.

Per farsi perdonare, la Giunta ha però tirato fuori dal cilindro il "colpo di teatro": l'ora di recupero. Poiché il sistema è rimasto bloccato, il click day si allunga fino all'una di notte di mercoledì 22 aprile. È la nascita ufficiale del welfare notturno: se non sei riuscito a cliccare mentre lavoravi o badavi ai figli a mezzogiorno, puoi sempre farlo nel cuore della notte, sperando che l'insonnia sia più forte della frustrazione.

Succede tutto questo mentre l'opposizione, guidata dalle bordate di Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle e dalle critiche di Alice Ravinale, parla apertamente di "lotteria farsa" e di una guerra tra poveri dove vince chi ha la connessione più veloce.

I numeri ufficiali cercano di indorare la pillola. Ci dicono che, nonostante tutto, 20.000 famiglie sono riuscite a bucare il muro del crash e che diecimila bonifici sono già in viaggio per il bonus del 2025. Una consolazione magra per chi è rimasto intrappolato in quella "waiting room" senza logica, un purgatorio tecnologico dove il diritto a un aiuto economico per l'asilo o la baby sitter viene affidato alla fortuna del sorteggio informatico.

Resta l'amaro in bocca per una gestione che sembra ignorare la realtà quotidiana delle famiglie più fragili, quelle che forse non hanno l'ultimo modello di smartphone o il tempo di restare incollati a un monitor all'una di mattina.

Perseverare in questo meccanismo, dopo il flop dell'anno scorso, smette di essere un incidente di percorso e diventa una precisa scelta metodologica.

Il Buono Vesta, che sulla carta promette di rimuovere ostacoli economici e promuovere l'inclusione, finisce per creare un nuovo ostacolo, questa volta digitale e insormontabile. E così, tra un comunicato di scuse e un'ora di supplementari concessa come in una partita di calcio finita male, la sensazione è che in Piemonte il sostegno alla genitorialità sia diventato una disciplina olimpica di resistenza e velocità, dove il premio non va a chi ne ha più bisogno, ma a chi riesce a non perdere la calma davanti a una pagina che non si carica.

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