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21 Aprile 2026 - 16:57
Da locale a globale: Torino al centro delle sfide sul lavoro con il centro di formazione dell'ONU
Un accordo che guarda lontano, ma che affonda le radici in una presenza internazionale che Torino coltiva da decenni. La città rafforza oggi il proprio ruolo nel dibattito globale sul lavoro e sulle competenze con la firma del partenariato quinquennale tra la Fondazione europea per la formazione (Etf) e l’Itc-Ilo, il Centro internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro con sede nel capoluogo piemontese. Un’intesa che punta a consolidare la collaborazione su temi sempre più centrali: apprendimento permanente, sviluppo delle competenze e trasformazioni del mercato del lavoro.
L’accordo è stato siglato a Villa Gualino, quartier generale dell’Etf, e rappresenta un passaggio significativo per una città che ambisce a rafforzare la propria identità di “Torino Skills City”, un ecosistema in cui istituzioni europee, organismi internazionali e realtà formative si incontrano per affrontare le sfide del futuro. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere a sistema competenze, ricerca e formazione per produrre impatti concreti sia a livello internazionale sia sul territorio.
Non si tratta di una collaborazione nata oggi. Il partenariato formalizza e rilancia un rapporto già esistente tra due istituzioni che, da Torino, dialogano con il mondo. L’Etf, agenzia dell’Unione europea, lavora sullo sviluppo dei sistemi educativi e formativi, mentre l’Itc-Ilo rappresenta uno dei principali centri globali per la formazione legata al lavoro, alla giustizia sociale e ai diritti. Insieme, ora, intendono rafforzare un’alleanza che copre l’intero percorso: dalla definizione delle politiche fino alla loro traduzione in strumenti concreti di apprendimento e cambiamento.

ITC ILO
In questo quadro, Torino si conferma come un nodo strategico. Non solo per la presenza di queste istituzioni, ma per la capacità di proporsi come laboratorio internazionale sui temi delle competenze. Un percorso che troverà uno dei suoi momenti più rilevanti nel Torino Global Skills Summit, in programma a novembre, quando la città ospiterà attori globali chiamati a confrontarsi sulle trasformazioni del lavoro.
Il tema, del resto, è tutt’altro che astratto. Transizione digitale, intelligenza artificiale, nuovi modelli produttivi e crisi delle professioni tradizionali stanno ridefinendo in profondità il mercato del lavoro. In questo scenario, la formazione continua diventa una leva decisiva, così come la capacità di collegare istruzione, innovazione e inclusione sociale. È su questo terreno che si inserisce l’accordo, con l’ambizione di costruire risposte strutturate e durature.
Il ruolo dell’Itc-Ilo in questa partita non è marginale. Il centro torinese, attivo da oltre sessant’anni, rappresenta un punto di riferimento globale per la formazione sui temi del lavoro e dei diritti. Un ruolo riconosciuto anche a livello istituzionale, come dimostrato dalla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a maggio 2025. In quell’occasione, il Capo dello Stato aveva richiamato con forza il legame tra lavoro, giustizia sociale e pace, sottolineando come non possa esistere stabilità senza salari equi, protezione sociale e rispetto delle libertà sindacali.
Parole che restituiscono il senso più profondo dell’impegno dell’Itc-Ilo e che oggi risuonano anche dentro questo nuovo accordo. Perché parlare di competenze non significa soltanto formare lavoratori più preparati, ma anche costruire condizioni più eque e sostenibili per il futuro del lavoro. Un equilibrio complesso, che passa attraverso politiche, formazione e cooperazione internazionale.
Torino, in questo contesto, prova a giocare una partita ambiziosa. Non solo città industriale o universitaria, ma piattaforma globale per la riflessione e l’innovazione sul capitale umano. L’intesa tra Etf e Itc-Ilo va letta proprio in questa direzione: non come un semplice accordo tra enti, ma come un tassello di una strategia più ampia che punta a posizionare il territorio al centro delle grandi trasformazioni in corso.
Resta ora da vedere quale sarà l’impatto concreto sul tessuto locale. Perché se la dimensione internazionale è già consolidata, la sfida vera sarà tradurre queste collaborazioni in opportunità tangibili anche per studenti, lavoratori e imprese del territorio. È lì che si misurerà davvero la portata di questo accordo: nella capacità di trasformare un hub globale in un motore di sviluppo reale.

Perrin e Mattarella a maggio 2025
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