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Leo Gassmann scuote Torino: “L’arte deve abbattere le barriere”

Dal palco del Lovers Film Festival un messaggio netto: contro odio e ignoranza, tra musica, cinema e diritti

LEO GASSMAN -  ATTORE e CANTANTE

LEO GASSMAN - ATTORE e CANTANTE

L’arte come strumento per abbattere barriere e creare consapevolezza. È questo il messaggio lanciato da Leo Gassmann, ospite speciale del Lovers Film Festival di Torino, dove si è esibito con una performance musicale in apertura alla proiezione del film Bookends al Cinema Massimo, proponendo i brani Oltre e Il girasole.

«Questo è un festival che porta luce e speranza, dà spazio a chi spesso non viene raccontato abbastanza e aiuta ad ampliare gli orizzonti», ha raccontato il cantautore e attore, sottolineando il valore culturale e sociale della rassegna torinese. Un impegno che Gassmann porta avanti anche nella sua musica, con l’obiettivo di trasmettere valori di apertura e rispetto.

Nonostante i progressi degli ultimi anni, per l’artista resta ancora molto da fare sul fronte dei diritti civili, soprattutto in Italia. A dimostrarlo, anche episodi recenti di omofobia come quello avvenuto proprio a Torino, dove è stato aggredito un giurato del festival. «La violenza nasce spesso dall'ignoranza. Per questo è fondamentale continuare a parlare e raccontare».

L’arrivo in città è stato accolto da un centinaio di fan, radunatisi davanti a Palazzo Nuovo, dove Gassmann ha cantato dal vivo. Torino sarà anche una tappa del suo tour primaverile, il prossimo 6 maggio, insieme a Bologna, Livorno, Roma, Napoli e Milano.

«Torino è bellissima, è una delle quattro città che preferisco con Roma, Napoli e Bari. Arrivarci da Roma un po' complicato, sono quattro ore di treno. Ho tanti amici cantautori, gli Eugenio di via di Gioia, Rosa Brucoli. E' una città universitaria, ci sono tanti giovani e dal punto di vista architettonico è bella quanto Roma, non è un caso che sia stata capitale d'Italia», ha dichiarato.

Nel suo percorso personale, Leo Gassmann ha ribadito il ruolo centrale della famiglia. Figlio di Alessandro Gassmann e Sabrina Knaflitz, ha condiviso proprio con la madre una tournée teatrale durata due mesi. «È stata un'occasione per stare insieme e chiudere un cerchio: sono cresciuto nei teatri con loro». Con il padre, invece, non ha ancora lavorato.

Diviso tra musica e cinema, non sceglie: «Sono due anime che convivono». Nel film La verità ha interpretato un ragazzo omosessuale evitando stereotipi: «Il punto non era l'identità, ma la difficoltà di dire la verità alla famiglia e seguire la propria strada».

Un percorso segnato dalla voglia di mettersi in gioco, dalla partecipazione a X Factor fino ai ruoli più impegnativi. «Mi piace mettermi in gioco: anche sbagliare fa parte della crescita». Se la recitazione è stata influenzata dall’ambiente familiare, la musica rappresenta invece una conquista personale.

Il nuovo album Vita Vera Paradiso segna una fase di maturità artistica: «È un disco che parla di luce e buio, e che mi fa stare bene quando lo canto». Tra i suoi riferimenti cita Robin Williams, Will Smith e Brendan Fraser, mentre in Italia ammira Pierfrancesco Favino.

Sul cinema italiano, infine, una riflessione chiara: «Servono film scritti bene, capaci di emozionare e arrivare anche all'estero».

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