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Protesta a Torino contro la riforma degli istituti tecnici: in piazza i sindacati

Centinaia in piazza davanti all’Ufficio scolastico regionale

Protesta a Torino contro la riforma degli istituti tecnici: in piazza i sindacati

Protesta a Torino contro la riforma degli istituti tecnici: in piazza i sindacati (immagine di repertorio)

Un pomeriggio di protesta davanti all’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, a Torino, dove alcune centinaia di persone si sono riunite per contestare la riforma degli istituti tecnici. Il presidio, promosso dalla Rete degli istituti tecnici in mobilitazione di Torino e dell’area metropolitana, arriva dopo settimane di mobilitazione e un appello che ha già raccolto oltre mille adesioni tra docenti, personale scolastico, genitori e rappresentanti sindacali.

La manifestazione ha visto la partecipazione di diverse sigle del mondo della scuola, tra cui Flc Cgil, Cub Sur, Cobas scuola, Usb scuola, Fgu Gilda Unams e Assemblea scuola Torino, a testimonianza di un fronte ampio e trasversale. Al centro della protesta c’è il riordino degli istituti tecnici, considerato dai promotori un intervento che rischia di incidere profondamente sull’impostazione dell’offerta formativa.

Secondo le posizioni espresse durante il presidio, la preoccupazione principale non riguarda soltanto eventuali ricadute occupazionali, ma soprattutto la qualità complessiva dell’istruzione tecnica. Nel mirino, in particolare, la possibile riduzione del peso di alcune discipline, sia umanistiche sia tecnico-scientifiche, ritenute fondamentali per garantire una formazione completa. Il timore è che il nuovo assetto possa impoverire il percorso educativo, incidendo sulle competenze degli studenti e sul loro ruolo futuro nella società.

I manifestanti chiedono almeno un rinvio della riforma, con l’obiettivo di aprire un confronto più approfondito sul contenuto delle modifiche e sulle conseguenze a lungo termine per il sistema scolastico. La protesta si inserisce in un clima di crescente attenzione verso i cambiamenti che interessano il mondo dell’istruzione, tema che negli ultimi mesi ha acceso il dibattito anche a livello nazionale.

Durante il presidio, una delegazione composta da personale scolastico, amministrativi e studenti è stata ricevuta dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Suraniti. Un passaggio che segna un primo momento di confronto istituzionale, anche se le posizioni restano distanti.

All’iniziativa hanno preso parte anche alcune rappresentanti politiche regionali, tra cui esponenti di Alleanza Verdi Sinistra e Partito Democratico, a conferma della rilevanza politica della questione. La mobilitazione torinese rappresenta uno dei segnali più evidenti di un dissenso che potrebbe estendersi anche ad altri territori, mentre il futuro della riforma resta al centro di un confronto ancora aperto.

A Cesena si presenta il libro “Bandiere rosse, i comunisti della Cgil tra  Partito e Sindacato”

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