Cerca

Sanità

Sanità privata, contratti in coma: la politica promette, ma non cura

In Commissione l’allarme dei sindacati su RSA e strutture accreditate: rinnovi fermi da anni, stipendi bassi e fuga di personale. Le opposizioni attaccano la Giunta Cirio: “Immobilismo”

Sanità privata, contratti in coma: la politica promette, ma non cura

Sanità privata, contratti in coma: la politica promette, ma non cura

Si riaccendono i riflettori sulle condizioni dei lavoratori della sanità privata e delle residenze per anziani in Piemonte. L'altro ieri, in Commissione Sanità, presieduta da Daniele Valle, si è svolta l’audizione delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, che hanno portato all’attenzione una situazione definita “sempre più critica” e ormai “non più sostenibile”.

Al centro del confronto, lo stallo dei contratti collettivi nazionali AIOP e ARIS, che regolano rispettivamente gran parte delle strutture private laiche e quelle riconducibili al mondo religioso. Due pilastri del sistema sanitario accreditato che, tuttavia, si reggono su condizioni contrattuali ferme da anni: fino a 13 anni per il personale delle RSA e circa 8 anni per i lavoratori della sanità privata accreditata.

Una situazione che, secondo i sindacati, ha prodotto un progressivo impoverimento dei lavoratori, aggravato dall’aumento del costo della vita e dall’inflazione. Il divario retributivo con il settore pubblico si è ampliato nel tempo, rendendo sempre meno attrattivo il comparto. “Si tratta di un problema strutturale – hanno evidenziato le sigle – che sta alimentando una crescente fuga di personale, con operatori che scelgono di spostarsi verso il pubblico o di abbandonare del tutto il settore”.

Le conseguenze non riguardano soltanto i lavoratori, ma rischiano di incidere direttamente sulla qualità dei servizi. RSA e strutture private accreditate rappresentano infatti una componente essenziale del sistema sanitario regionale, soprattutto nella presa in carico delle persone anziane e fragili. La carenza di personale e il turnover crescente mettono a rischio la continuità assistenziale e la tenuta complessiva del sistema.

rsa

Nel corso dell’audizione, alla quale hanno partecipato i consiglieri Gianna Pentenero e Monica Canalis (Pd), Alice Ravinale (Avs) e Roberto Ravello (FdI), i sindacati hanno avanzato richieste precise. In primo luogo, un impegno della Regione Piemonte affinché si faccia promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di una forte sollecitazione per il rinnovo dei contratti nazionali. Parallelamente, è stata ribadita la necessità di introdurre vincoli più stringenti nel sistema di accreditamento, legandolo all’applicazione di contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.

Una linea che trova eco anche nelle proposte politiche avanzate dalle opposizioni, che chiedono di fare un passo ulteriore: impedire convenzioni o accreditamenti a quelle strutture che applicano contratti scaduti o condizioni peggiorative rispetto al pubblico.

Mentre si svolgeva la Commissione, sotto Palazzo Lascaris andava in scena un presidio di lavoratrici e lavoratori del comparto, in mobilitazione in vista dello sciopero nazionale. Una presenza simbolica ma significativa, che ha portato anche fuori dalle istituzioni la protesta per una vertenza che si trascina da anni senza soluzione.

Duro l’attacco delle opposizioni alla Giunta Cirio.

Le consigliere Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro parlano di “disinteresse evidente” da parte della maggioranza di centrodestra. “Ogni volta che il tema delle condizioni contrattuali viene sollevato – sottolineano – gli assessori Riboldi e Marrone si dichiarano d’accordo sulla necessità di intervenire, ma alle parole non seguono azioni concrete”.

Le esponenti di Avs puntano il dito anche sulla scarsa partecipazione della maggioranza ai lavori della Commissione: “Soltanto due consiglieri erano presenti, nonostante la seduta fosse stata anticipata per evitare sovrapposizioni con impegni di partito”. Un segnale, secondo loro, della scarsa attenzione politica verso il tema.

Nel mirino anche la bocciatura, nel dicembre scorso, di un emendamento al Piano socio-sanitario regionale che avrebbe introdotto un principio chiaro: impedire l’accreditamento a enti che applicano contratti scaduti o condizioni peggiorative rispetto a quelle garantite nella sanità pubblica. “Una scelta che dimostra da che parte sta la maggioranza”, attaccano.

Critiche analoghe arrivano dal Movimento 5 Stelle. La capogruppo Sarah Disabato, insieme ai consiglieri Alberto Unia e Pasquale Coluccio, parla di “vergognoso disinteresse” nei confronti di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali. “Si tratta di personale altamente qualificato – sottolineano – che opera spesso in condizioni difficili, con carichi di lavoro elevati e responsabilità enormi, senza però un adeguato riconoscimento economico”.

Secondo il M5S, la Regione deve assumere un ruolo attivo e sollecitare il Governo nazionale affinché il rinnovo dei contratti diventi una priorità politica. Non solo: per i pentastellati, il rinnovo dovrebbe essere un requisito vincolante per tutte le strutture private che intendono operare in convenzione con il servizio sanitario pubblico.

Sul tavolo resta dunque una questione che intreccia lavoro, diritti e qualità dei servizi. I sindacati parlano apertamente di rischio per la tenuta del sistema, mentre la politica si divide sulle soluzioni. Da una parte la richiesta di interventi immediati e vincolanti, dall’altra l’accusa di immobilismo rivolta alla Giunta regionale.

In mezzo, migliaia di lavoratori e lavoratrici che attendono da anni il rinnovo del contratto e che, sempre più spesso, scelgono di lasciare il settore. Un segnale che, secondo le organizzazioni sindacali, non può più essere ignorato. Perché senza personale adeguatamente retribuito e valorizzato, avvertono, anche la qualità dell’assistenza è destinata a deteriorarsi. E con essa, la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini più fragili.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori