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Inaugurato il Museo Mario Giansone in un ex complesso industriale riconvertito: nuova sede espositiva da 750 metri quadrati

Sette sale e 263 opere per il nuovo polo dedicato allo scultore torinese. Istituzioni regionali e metropolitane all’apertura sottolineano il valore dell’intervento per la rete culturale piemontese

Giuseppe Floridia

È stato inaugurato oggi, venerdì 17 aprile, a Sant'Ambrogio di Torino, il Museo Mario Giansone, nuovo spazio museale dedicato allo scultore torinese Mario Giansone (1915-1997), allestito negli ambienti restaurati dell’ex Maglificio Fratelli Bosio.

L’apertura è avvenuta alla presenza delle istituzioni locali e regionali, con rappresentanti della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e dei Comuni del territorio

Il museo si sviluppa su 750 metri quadrati e comprende sette sale espositive. Sono esposte 263 opere tra sculture, dipinti, disegni, incisioni, xilografie, litografie e arazzi.

La collezione permanente raccoglie circa 170 sculture, 30 dipinti, 23 xilografie, 20 disegni, 12 incisioni, 6 litografie, 4 stencil e un arazzo. Il percorso espositivo segue le principali linee tematiche dell’opera di Giansone, con focus su guerra, tecnologia, musica, intimità e dimensione spirituale.

Durante la cerimonia, per la Regione Piemonte, è intervenuto Gian Luca Vignale, che ha sottolineato il valore dell’operazione come esempio di integrazione tra patrimonio culturale e immobili storici, evidenziando il ruolo del turismo culturale in crescita nella regione.

Il vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, ha definito il museo: “un’opportunità per rafforzare la rete culturale dell’area metropolitana e favorire nuove progettualità artistiche e formative”.

Il museo nasce da un’iniziativa della Fondazione Mario Giansone ETS, che ha raccolto e conservato negli anni il nucleo principale delle opere dell’artista.

L'assessore regionale Gian Luca Vignale durante la conferenza stampa 

Il presidente della Fondazione, Giuseppe Floridia, ha ricostruito il lungo percorso che ha portato alla nascita del museo, avviato negli anni ’60 con le prime acquisizioni e proseguito con il recupero delle opere dallo studio dell’artista e il loro trasferimento nell’attuale sede.

La struttura occupa gli spazi dell’ex Maglificio Fratelli Bosio, edificio industriale attivo tra fine Ottocento e metà Novecento. L’immobile è stato riconvertito a funzione culturale mantenendo elementi architettonici originali. Il sito si trova a poca distanza dalla Sacra di San Michele, uno dei principali poli turistici del Piemonte.

La Fondazione ha annunciato che il museo sarà inserito nei circuiti culturali regionali e metropolitani e integrato con attività didattiche, laboratori e mostre temporanee.

Sono previsti accordi con il Politecnico di Torino e con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino per progetti formativi e attività di ricerca.

Il museo Mario Giansone alle porte di Torino 

Il museo prevede percorsi accessibili per persone con disabilità e strumenti di fruizione facilitata. In fase di sviluppo anche installazioni multimediali e un progetto sonoro immersivo curato da realtà del settore musicale e audiovisivo.

L’opera di Mario Giansone è rappresentata da materiali diversi: marmo, bronzo, legno, ferro, oltre a lavori grafici e pittorici. L’artista è stato attivo anche come docente presso istituti artistici torinesi e ha partecipato a importanti rassegne nazionali tra cui Quadriennali e mostre alla Promotrice delle Belle Arti di Torino e a Roma.

L’apertura del Museo Mario Giansone segna un passaggio significativo nella costruzione dell’identità culturale regionale. La combinazione tra recupero architettonico, valorizzazione artistica e progettualità territoriale contribuisce a rafforzare il ruolo del Piemonte come laboratorio di innovazione culturale.

Nel sistema che lega istituzioni, comunità e territorio, il museo si propone come spazio vivo, capace di accogliere ricerca, formazione e produzione artistica, inserendosi in una rete che guarda al futuro della cultura come esperienza condivisa e diffusa.

La conferenza stampa 
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