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Addio a Carlo Fiordaliso, storico dirigente della UIL

Aveva 84 anni: protagonista del sindacato tra sanità e funzione pubblica

Addio a Carlo Fiordaliso, storico dirigente della UIL

Addio a Carlo Fiordaliso, storico dirigente della UIL

È una di quelle figure che hanno attraversato decenni di storia sindacale senza mai finire davvero sotto i riflettori, ma lasciando un segno profondo dentro le organizzazioni e nelle persone. Carlo Fiordaliso si è spento nella giornata di ieri all’età di 84 anni. Con lui se ne va un pezzo importante della UIL e, più in generale, del sindacalismo torinese e nazionale.

Torinese, Fiordaliso ha costruito il proprio percorso all’interno della UIL lungo un arco di tempo che coincide con alcune delle fasi più delicate del rapporto tra lavoro, sanità pubblica e pubblica amministrazione. È stato Segretario generale della Sanità, poi della UIL FPL – la federazione che rappresenta i lavoratori della funzione pubblica – fino ad arrivare al ruolo di Segretario confederale nazionale della UIL. Un percorso che racconta una crescita interna costruita nel tempo, attraversando livelli diversi di responsabilità e contribuendo alla definizione di politiche sindacali in ambiti cruciali.

Dopo l’impegno diretto nella struttura confederale, Fiordaliso ha continuato a muoversi nel campo della cultura politica e sindacale. È stato vicepresidente della Fondazione Nenni e ha presieduto l’Istituto di studi sindacali UIL Italo Viglianesi, realtà che rappresentano un punto di riferimento per la riflessione sul lavoro e sui diritti sociali. Anche in questa fase, il suo contributo si è spostato dalla gestione alla formazione e all’elaborazione, mantenendo un legame forte con il mondo che aveva contribuito a costruire.

A ricordarlo è stato, tra gli altri, il segretario generale della UIL Piemonte Gianni Cortese, che ha parlato di lui come di un “maestro di vita, di umanità, di laicità, di sindacato”. Un passaggio che restituisce non solo il profilo pubblico, ma anche quello umano di Fiordaliso: una figura di riferimento per intere generazioni di sindacalisti, con cui molti hanno condiviso anni di lavoro e confronto.

Il ricordo che emerge è quello di un dirigente capace di tenere insieme dimensione organizzativa e visione, ma anche relazioni personali costruite nel tempo. Non solo incarichi, dunque, ma un patrimonio di esperienza e insegnamenti che – come sottolineato dalla UIL – continuerà a essere trasmesso da chi lo ha conosciuto e ne ha condiviso il percorso.

L’ultimo saluto è previsto per venerdì alle ore 10, nella chiesa di San Giovanni Bosco in via Paolo Sarpi 117 a Torino, dove colleghi, amici e rappresentanti del mondo sindacale si ritroveranno per accompagnarlo.

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