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San Mauro inaugura la Consulta dei giovani: appello ai ragazzi per definire il progetto

Bongiovanni (M5S): “Non è una cosa già decisa dall’alto”. La discussione sul regolamento è stata però rimandata

San Mauro inaugura la Consulta dei giovani: appello ai ragazzi per definire il progetto

San Mauro inaugura la Consulta dei giovani: appello ai ragazzi per definire il progetto

San Mauro Torinese ci riprova. Dopo anni di tentativi, promesse e iniziative a metà, il Comune torna a parlare di giovani e lo fa con uno strumento che dovrebbe colmare un vuoto ormai evidente: la Consulta dei giovani. Ma, ancora una volta, il percorso parte in salita.

È da tempo che l’amministrazione prova a intercettare la fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni, quella più difficile da coinvolgere e, non a caso, quella che a San Mauro continua a sfuggire. La città può vantare un Consiglio comunale dei ragazzi attivo da oltre dieci anni, ma il problema arriva subito dopo. Finita quell’esperienza, i giovani si spostano verso Settimo o Torino, e il legame con la città si affievolisce.

Un vuoto riconosciuto anche dalla politica locale. E proprio per questo la Consulta dovrebbe rappresentare un punto di svolta. O almeno, nelle intenzioni.

«La Consulta è un tavolo dove chi ha tra i 15 e i 30 anni può proporre idee e progetti per la città: spazi, eventi, servizi, quello che manca e quello che vorreste», ha spiegato il consigliere Marco Bongiovanni nel suo commento dopo il Consiglio comunale del 30 marzo. Un luogo, almeno sulla carta, dove «partecipare attivamente alle decisioni che vi riguardano» e «collaborare con altre associazioni e istituzioni».

Marco Bongiovanni

Ma tra teoria e pratica, a San Mauro, c’è spesso di mezzo la realtà. E infatti il regolamento, portato in Consiglio comunale il 30 marzo, non è stato approvato.

Dopo il dibattito, il punto è stato rimandato: «Dopo aver presentato alcune osservazioni, il punto è stato rinviato. Prossimi passi: si costituirà una commissione per rivedere il regolamento e assicurarci che risponda alle esigenze di tutti i giovani della nostra città», ha spiegato ancora Bongiovanni.

Un rinvio che dice molto. Perché il problema non è l’idea in sé – su quella, almeno a parole, sono tutti d’accordo – ma il modo in cui è stata costruita.

«Il regolamento è ancora in fase di definizione, e questo è il momento giusto per esserci: si sta decidendo come funzionerà, chi potrà partecipare e su cosa potrà incidere. Non è una cosa già decisa dall’alto», ha aggiunto il consigliere. Un passaggio che suona quasi come una presa di distanza da un’impostazione che, almeno inizialmente, rischiava proprio di essere calata dall’alto.

E il punto politico è tutto qui. Perché San Mauro arriva tardi su questo tema. Già nei mesi scorsi era emerso chiaramente come la città facesse fatica a intercettare i giovani dopo le medie. Lo avevano ammesso anche esponenti della maggioranza, riconoscendo che sulla fascia 15-30 anni “c’è ancora tanto da fare”. Una promessa di impegno che però, finora, non ha prodotto risultati concreti.

Nel frattempo, altri territori si sono mossi. E il confronto pesa. Così la Consulta dei giovani diventa oggi una sorta di banco di prova. Non solo per capire se il Comune riuscirà finalmente a colmare questo vuoto, ma anche per misurare la capacità della politica di coinvolgere davvero chi, finora, è rimasto ai margini.

Il rischio, altrimenti, è quello già visto: uno strumento pensato per i giovani, ma senza i giovani.

E così Bongiovanni ha lanciato un appello diretto: «Se avete tra i 15 e i 30 anni, o se conoscete qualcuno a cui potrebbe interessare, scrivetemi. È un’occasione per contare davvero nelle scelte che riguardano la vostra città».

Parole che suonano come un invito: la partita è ancora tutta da giocare. Perché a San Mauro il problema non è mai stato capire cosa manchi. Il problema è riuscire, finalmente, a fare qualcosa che funzioni davvero.

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