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Piano regolatore a San Mauro, voto unanime dopo mesi di caos: pace fatta (forse) in maggioranza

Dalle dimissioni di Durante all’astensione di Rastelli, il “valzer” politico cambia ritmo. Ma i ritardi restano

Piano regolatore a San Mauro, voto unanime dopo mesi di caos: pace fatta (forse) in maggioranza

Piano regolatore a San Mauro, voto unanime dopo mesi di caos: pace fatta (forse) in maggioranza (da sinistra verso destra: Guazzora, Rastelli e Durante)

La Giunta comunale di San Mauro Torinese continua il suo "valzer" sul piano regolatore generale fermo dagli anni '80. Questa volta, però, la Lista Guazzora e il Partito Democratico ballano insieme, senza apparenti scossoni, sulle note della stessa musica.

Lo scorso 27 marzo, l'atto d'indirizzo è stato approvato all’unanimità da Giulia Guazzora e dai suoi assessori dopo mesi di tensioni. Ma se è vero che oggi la maggioranza si presenta compatta, è altrettanto vero che questo voto arriva al termine di un percorso che definire travagliato è dir poco. E allora la domanda viene spontanea: è davvero pace fatta tra PD e Lista Guazzora, visto anche l'ampio trionfo del No al referendum in città, o è solo una tregua?

Per capirlo bisogna tornare indietro. Perché il piano regolatore, a San Mauro, è diventato negli ultimi mesi molto più di uno strumento urbanistico: è stato il termometro delle difficoltà politiche della maggioranza. Un dossier fermo da quasi quarant’anni che, invece di accelerare, ha accumulato ritardi su ritardi, tra commissioni rinviate, passaggi rimandati e decisioni mai definitive – tra l'approccio più cauto del PD e quello più "interventista" della Lista Guazzora. Un dato non trascurabile, perché mentre i dem sanno di poter contare a San Mauro su una base elettorale solida, la mancata approvazione del piano regolatore potrebbe penalizzare molto di più la lista civica della sindaca uscente, non legata – almeno nel nome e nel simbolo – a un partito nazionale.

Il primo vero scossone sul piano regolatore era arrivato con le dimissioni dell’assessore all’urbanistica Emanuele Durante a maggio 2025, un passaggio sulla carta preannunciato, ma che era stato definito apertamente come un «momento di crisi» da chi frequenta il Palazzo Civico. Da lì in avanti, più che un percorso lineare, si è assistito a un continuo stop and go, con il piano regolatore trasformato in terreno di scontro politico.

E i segnali non sono mancati. Anzi. Uno su tutti: l’astensione del vicesindaco Luca Rastelli, che aveva motivato la sua scelta negli scorsi mesi parlando di mancanza di informazioni sufficienti. Non un dettaglio. Perché quando a fermarsi è il numero due della giunta, significa che qualcosa non sta funzionando davvero.

Luca Rastelli

Nel frattempo, anche il Partito Democratico aveva iniziato a far sentire la propria voce. Non tanto sul merito del piano, quanto sul metodo. Il punto era – ed è – sempre lo stesso: quanto sono condivise le decisioni dentro la maggioranza? Una domanda che aveva trovato una risposta fin troppo esplicita nelle parole della consigliera Grazia Rita Nicosia, pronunciate in Consiglio comunale lo scorso novembre a proposito della Solar Valley in città: «Il PD si è stufato di alzare la manina a comando. Vogliamo essere debitamente informati».

Una frase che ha fatto rumore e che, di fatto, ha messo nero su bianco il malessere interno. Perché quando si arriva a quel punto, in aula davanti ai cittadini e non nelle riunioni di partito, non si tratta più di semplici divergenze, ma di un problema vero di tenuta politica.

E allora sì che il voto unanime del 27 marzo rappresenta una svolta. O almeno, così sembra. Dopo mesi di tira e molla, tra frizioni e rallentamenti, PD e Lista Guazzora sembrano aver trovato una sintesi. Forse. Probabilmente anche perché non c’erano più margini per continuare a tergiversare: il piano regolatore è troppo importante per restare impantanato all’infinito, specie se si vota nel 2027.

Ma attenzione a non farsi ingannare dall’apparenza. Perché quell’unanimità arriva dopo mesi – anzi, quasi un anno – in cui la maggioranza ha dato l’impressione di procedere senza una linea chiara, accumulando ritardi e alimentando dubbi. E perché le crepe che si sono viste non si cancellano con un voto.

A guardare la scena da lontano – ma neanche troppo – c’è anche il neonato Polo Civico, che nel frattempo ragiona già in ottica elezioni. E la lettura che arriva da lì è tutt’altro che ingenua. Secondo alcuni esponenti dell’area civica, alla fine PD e Lista Guazzora faranno pace. Non per convinzione, ma per necessità: dividersi significherebbe perdere già in partenza.

Allo stesso tempo, però, se quell’intesa dovesse saltare, il Polo Civico è pronto a giocare la sua partita. Senza preclusioni, ma con una condizione precisa: programma e proposte condivise. Tradotto: porte aperte anche alla Lista Guazzora, ma niente assegni in bianco.

Ed è proprio qui che si capisce perché il voto sul piano regolatore non chiude la partita. Anzi, la rilancia. Perché dietro quell’unanimità resta una maggioranza che negli ultimi mesi ha faticato a trovare una sintesi, accumulando ritardi su un dossier strategico e mostrando più di una crepa.

San Mauro, oggi, riparte da un voto compatto. Ma la sensazione è che la vera questione non sia il piano in sé, quanto la capacità della maggioranza di reggere nel tempo. E allora sì, forse la pace è stata fatta. Ma capire quanto durerà è tutta un’altra storia.

Giulia Guazzora

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