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01 Aprile 2026 - 20:53
Emergenza abitativa, Torino rafforza gli interventi: via ai nuovi bandi (foto di repertorio)
Torino torna a mettere al centro il tema della casa e dell’inclusione sociale. In un momento storico in cui le difficoltà economiche e abitative colpiscono fasce sempre più ampie della popolazione, la città rilancia con forza le proprie politiche sociali, riaprendo i bandi per la coprogettazione nell’ambito del Piano di Inclusione Sociale.
L’obiettivo è chiaro: rafforzare gli strumenti di contrasto alla povertà abitativa e sostenere chi vive situazioni di fragilità, marginalità o esclusione sociale. Una risposta concreta a un bisogno crescente, che riguarda non solo le persone senza dimora, ma anche famiglie in difficoltà, cittadini a rischio sfratto e persone vittime di condizioni di vulnerabilità.
Il modello scelto è quello della coprogettazione, che mette insieme enti pubblici e realtà del privato sociale. Un approccio che punta a costruire interventi più efficaci, perché basati sulla collaborazione e su una conoscenza diretta dei bisogni del territorio.
I dati raccontano già una realtà significativa. Nel 2025, grazie ai progetti attivati, sono stati messi a disposizione circa 2.700 percorsi di accoglienza, coinvolgendo centinaia di persone. Tra queste, circa 600 si trovavano in condizioni di marginalità estrema, una fascia particolarmente fragile che necessita di interventi complessi e continuativi.
Con i nuovi bandi, Torino intende ampliare e migliorare queste risposte. Sul fronte della casa, l’attenzione è rivolta alla prevenzione della perdita dell’abitazione e al rafforzamento delle soluzioni di accoglienza temporanea, fondamentali per affrontare situazioni di emergenza.
Particolare attenzione è dedicata ai nuclei familiari più esposti, alle persone colpite da sfratto, e a chi vive situazioni segnate da violenza o discriminazione. Il tema abitativo si intreccia infatti con altre forme di fragilità, rendendo necessario un approccio integrato.
Un altro ambito importante riguarda il sistema SAI (Sistema Accoglienza Integrazione), con progetti specifici rivolti a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è ampliare i posti disponibili e garantire percorsi di accoglienza dignitosi e strutturati.
Accanto all’emergenza, si lavora anche sul medio e lungo periodo. I nuovi bandi prevedono infatti percorsi orientati all’autonomia abitativa, attraverso modelli come l’housing led, che puntano a fornire una casa come primo passo per ricostruire una vita stabile.
Il concetto è semplice ma rivoluzionario: offrire un’abitazione non come punto di arrivo, ma come base da cui ripartire. Un approccio che negli ultimi anni si è dimostrato efficace nel contrasto alla marginalità.
Torino conferma così una linea chiara: non solo assistenza, ma accompagnamento. Non solo emergenza, ma progettualità. Le politiche sociali diventano strumenti per costruire percorsi personalizzati, capaci di rispondere alle esigenze specifiche di ogni persona.
In un contesto in cui il costo della vita e della casa continua a rappresentare una delle principali criticità urbane, iniziative come queste assumono un valore strategico. Non si tratta solo di offrire un tetto, ma di restituire dignità, stabilità e prospettive.
La sfida resta complessa, ma la direzione è tracciata: rafforzare la rete, ampliare le opportunità e garantire a tutti il diritto fondamentale a una casa e a una vita inclusiva.

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