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01 Aprile 2026 - 15:21
Alpi Graie e Cozie, nasce il Distretto del Cibo: ora la sfida è farlo funzionare
Non è solo un nuovo ente, ma il tentativo di mettere insieme territori, agricoltura ed economia locale in un’unica strategia. Dopo un percorso iniziato nel 2020, è stato ufficialmente costituito il Distretto del Cibo di Montagna Alpi Graie e Cozie “GRA.ZIE”, un progetto che punta a rafforzare il sistema produttivo delle valli alpine e a creare nuove opportunità di sviluppo.
L’ultimo passaggio è arrivato il 30 marzo, nello studio del notaio Ocelli a Pinerolo, dove i soci fondatori hanno firmato l’atto costitutivo. Un momento formale che chiude un iter lungo quasi cinque anni e apre, nelle intenzioni dei promotori, una fase nuova. Il distretto avrà sede a Perosa Argentina, nei locali dell’Unione Montana delle Valli Chisone e Germanasca, e coinvolge un’area vasta che coincide con il territorio del GAL Escartons e Valli Valdesi.
La forza del progetto sta nei numeri e nella rete costruita. A farne parte sono sei Unioni montane, insieme alle principali associazioni di categoria del mondo agricolo e produttivo. Un passaggio tutt’altro che scontato, perché ha richiesto di mettere insieme realtà diverse, con interessi e priorità spesso non coincidenti. Il risultato è una base di partenza che conta circa 100 aziende agricole, condizione necessaria per arrivare alla costituzione del distretto.
Dietro questo risultato c’è anche un lavoro politico e tecnico portato avanti negli anni. L’assessore Luca Giai, oggi membro del consiglio di amministrazione, ha seguito il progetto fin dalle prime fasi: «Del Distretto del Cibo abbiamo iniziato a parlare già nel 2020, quando la Regione Piemonte ha introdotto il regolamento. Oggi vedere la costituzione ufficiale è una grande soddisfazione, soprattutto perché siamo riusciti a unire sei Unioni montane e tutte le associazioni di categoria». Un passaggio che, nelle sue parole, non rappresenta un punto di arrivo: «È solo l’inizio. L’obiettivo resta la valorizzazione del territorio».
Non manca anche un riferimento alla dimensione umana del progetto. Durante la firma è stata ricordata la figura di Ezio Giaj, tra i primi sostenitori dell’iniziativa, scomparso prematuramente. Un richiamo che restituisce il senso di un percorso costruito nel tempo, fatto anche di relazioni e impegno personale.
A guidare il nuovo distretto sarà Danilo Breusa, nominato presidente, affiancato nel consiglio di amministrazione da Luca Giai, Giorgio Merlo, Simone Turin e Riccardo Beltrame. «È stato un lavoro di squadra – ha sottolineato Breusa – e il ringraziamento va anche al GAL Escartons e Valli Valdesi, che ha accompagnato tutto il percorso». Anche in questo caso, il messaggio è chiaro: il distretto nasce come strumento di collaborazione, non come struttura isolata.

Nel caso delle Alpi Graie e Cozie, la sfida è ancora più delicata. Si tratta di territori montani, spesso caratterizzati da fragilità strutturali: spopolamento, difficoltà logistiche, marginalità economica. In questo contesto, costruire una rete tra produttori, istituzioni e associazioni può rappresentare un’opportunità concreta, ma solo se il progetto riuscirà a tradursi in azioni reali.
Il primo passo è già stato fatto: il distretto ha presentato la candidatura in Regione Piemonte per accedere ai futuri bandi e avviare la ricerca di risorse. È da qui che si capirà la reale efficacia dello strumento. Perché il rischio, in questi casi, è che tutto resti sulla carta, tra protocolli e buone intenzioni.
Un elemento interessante è il possibile collegamento con altre progettualità territoriali, come i Distretti del Commercio, in una logica di sviluppo integrato. L’idea è superare la frammentazione e costruire una visione più ampia, capace di tenere insieme economia locale, promozione turistica e identità territoriale.
La nascita del Distretto “GRA.ZIE” rappresenta quindi un passaggio importante, ma non ancora decisivo. Il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare questa rete in risultati concreti: sostegno alle imprese, nuove opportunità per i produttori, valorizzazione delle eccellenze locali.
Per ora, il segnale è chiaro: le valli hanno scelto di fare squadra. Resta da vedere se questa scelta saprà tradursi in sviluppo reale.
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