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Italia umiliata, Bosnia in delirio: festa totale dopo l’eliminazione degli Azzurri (VIDEO)

Rigori fatali e sogno Mondiale: a Zenica esplode la festa, gli italiani fuori per la terza volta consecutiva

Una notte che entra nella storia del calcio bosniaco e segna l’ennesimo incubo per l’Italia. La Bosnia conquista una storica qualificazione ai Mondiali battendo gli Azzurri ai calci di rigore nello spareggio decisivo, scatenando una festa incontenibile dentro e fuori dal campo.

Allo stadio di Zenica e nelle strade della città si è scatenata un’ondata di entusiasmo: bandiere al vento, fumogeni accesi, cori e clacson hanno accompagnato una notte di celebrazioni che resterà impressa nella memoria collettiva. Decine di tifosi sugli spalti, centinaia nelle vie, un intero Paese in festa per un traguardo storico.

La partita si era chiusa sull’1-1 dopo i tempi supplementari, prima dell’epilogo dal dischetto che ha premiato la Bosnia, riportandola al Mondiale dopo 12 anni. Si tratta infatti solo della seconda partecipazione nella storia della nazionale.

Un percorso costruito con determinazione: dopo aver superato il Galles in semifinale, sempre ai rigori, la squadra bosniaca ha completato l’impresa eliminando una delle nazionali più titolate al mondo, quattro volte campione del mondo.

Le immagini dei festeggiamenti raccontano tutta la portata dell’impresa. Durante la conferenza stampa dell’allenatore, i giocatori della Bosnia hanno fatto irruzione a sorpresa, interrompendo l’incontro con i giornalisti tra canti, balli e scene di gioia incontenibile, trasformando la sala stampa in un’esplosione di festa.

Sul fronte opposto, resta la delusione dell’Italia. Per gli Azzurri si tratta della terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, un dato pesantissimo che conferma il momento nero della nazionale. Dal trionfo del 2006, il bilancio resta drammatico: una sola vittoria ai Mondiali e un presente fatto di eliminazioni e rimpianti.

Una notte che divide l’Europa calcistica: da una parte un sogno che si realizza, dall’altra una crisi che sembra non avere fine.



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