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Blitz di Extinction Rebellion a Biella: vie “intitolate” alle vittime di mafia davanti alle sedi dei partiti

Azione simbolica nel centro città dopo il caso Delmastro: nel mirino i rapporti tra politica e criminalità organizzata

Blitz di Extinction Rebellion a Biella: vie “intitolate” alle vittime di mafia davanti alle sedi dei partiti

Blitz di Extinction Rebellion a Biella: vie “intitolate” alle vittime di mafia davanti alle sedi dei partiti

Biella si è svegliata con alcune vie del centro “cambiate nome”. Non ufficialmente, ma attraverso un’azione simbolica firmata Extinction Rebellion, che ha affisso cartelli con i nomi di vittime della mafia in diverse strade della città, tra cui via Italia e via Cristoforo Colombo.

Sui nuovi cartelli compaiono nomi che hanno segnato la storia della lotta alla criminalità organizzata: Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rita Atria, don Pino Puglisi, Renata Fonte. L’azione si è concentrata in particolare nelle zone dove hanno sede locale Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, scelta non casuale ma dichiaratamente politica.

Il gesto arriva a pochi giorni dalle polemiche legate al cosiddetto “caso Delmastro”, che nelle ultime settimane ha avuto ricadute anche in Piemonte. Secondo quanto sostenuto dal movimento, l’iniziativa vuole denunciare presunti legami tra politica e criminalità organizzata, riportati da inchieste giornalistiche e finiti al centro del dibattito pubblico.

«Cambiamo i nomi di queste vie perché vengono attraversate ogni giorno da chi, mentre porta avanti politiche che negano diritti e distruggono la terra, fa anche affari con la mafia», affermano gli attivisti. Un attacco diretto che intreccia giustizia climatica, sociale e lotta alle mafie, temi centrali per il movimento.

Non è la prima azione di questo tipo: nei giorni precedenti l’8 marzo, sempre Extinction Rebellion aveva realizzato un’iniziativa simile a Torino, dedicando simbolicamente alcune vie alle partigiane della Resistenza. A Biella, però, il contesto è più carico di tensione politica, anche per i riferimenti espliciti a esponenti locali e nazionali.

Nel mirino anche precedenti casi giudiziari legati al territorio piemontese, come quello dell’ex assessore Roberto Rosso, coinvolto in una vicenda di voto di scambio politico-mafioso. Il movimento utilizza questi riferimenti per rafforzare il messaggio: «Biella e il Piemonte meritano un’altra storia, radicata nella giustizia sociale, climatica e nella lotta alla mafia».

L’azione ha riacceso il confronto tra politica e attivismo, già teso negli ultimi mesi. Extinction Rebellion richiama anche dichiarazioni passate di esponenti politici contro i movimenti ambientalisti, ribaltando oggi l’accusa: «Le stesse persone che attaccavano studenti e società civile sono ora al centro di uno scandalo».

Resta ora da capire quali saranno le reazioni istituzionali a un gesto che, pur simbolico, porta con sé un messaggio politico forte e destinato a far discutere.

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