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Aborto, a Torino i medici non obiettori sono la maggioranza: aumentano le Ivg nel 2025

Calo delle nascite in città (-3,7%) mentre crescono le interruzioni volontarie di gravidanza (+3,4%)

Aborto, a Torino i medici non obiettori sono la maggioranza: aumentano le Ivg nel 2025

Aborto, a Torino i medici non obiettori sono la maggioranza: aumentano le Ivg nel 2025 (immagine di repertorio)

A Torino e in Piemonte i ginecologi non obiettori restano la maggioranza, ma i dati aggiornati al 2025 raccontano un quadro in evoluzione, tra cambiamenti demografici e dinamiche sanitarie che continuano a far discutere.

Nei quattro principali ospedali torinesi si contano 129 ginecologi, di cui 68 non obiettori alla legge 194/78, in calo rispetto ai 72 dell’anno precedente (-5,5%). Al contrario, i medici obiettori sono saliti da 57 a 61 (+7%). Nonostante questo incremento, i non obiettori rappresentano ancora la quota prevalente. Nessun medico risulta invece obiettore rispetto alla legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita.

I numeri, illustrati dal ginecologo e consigliere comunale dei Radicali Silvio Viale, evidenziano anche un cambiamento nei dati demografici e sanitari della città. Nel 2025 si sono registrati 8.535 nati, in diminuzione rispetto agli 8.865 del 2024 (-3,7%). Parallelamente sono aumentate le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), passate da 2.430 a 2.512 casi (+3,4%).

In calo invece gli aborti spontanei con ricovero, che scendono a 772, ovvero 103 in meno rispetto all’anno precedente (-11,8%). Un dato che contribuisce a delineare un quadro complessivo complesso, in cui fattori sanitari, sociali ed economici si intrecciano.

Un ruolo importante emerge anche dai consultori cittadini. Nei nove presenti a Torino operano 22 ginecologi, tutti non obiettori, anche se queste strutture non effettuano direttamente aborti. Nel 2025 hanno rilasciato 1.457 certificazioni, in aumento rispetto alle 1.347 del 2024 (+8,2%), con una media di 161 all’anno.

Sommando ospedali e consultori, il sistema pubblico torinese conta 151 ginecologi, di cui 90 non obiettori (59,6%) e 61 obiettori (40,4%). Un equilibrio che, almeno nei numeri, garantisce l’applicazione della legge 194, ma che continua a essere oggetto di dibattito politico e sanitario.

Proprio sui consultori si concentra una delle richieste più rilevanti: secondo Viale, la Regione dovrebbe consentire anche in queste strutture l’accesso all’aborto farmacologico, come avviene in molti altri Paesi, per ampliare i servizi e alleggerire la pressione sugli ospedali.

I dati del 2025, dunque, raccontano una città in cui il tema dell’aborto resta centrale, non solo sul piano sanitario ma anche su quello sociale, tra calo delle nascite, aumento delle richieste di interruzione e organizzazione dei servizi pubblici. Un equilibrio delicato, destinato a restare al centro del confronto nei prossimi mesi.

Obiezione di coscienza in Italia | Donne.it

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