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Santuario di Belmonte, rampa per i disabili chiusa con le catene: scoppia la polemica

La decisione del Santuario dopo episodi pericolosi sul sagrato: “Scelta dettata dalla prudenza”

Santuario di Belmonte, rampa per i disabili chiusa con le catene: scoppia la polemica

Santuario di Belmonte, rampa per i disabili chiusa con le catene: scoppia la polemica

Un luogo di silenzio, spiritualità e accoglienza trasformato, troppo spesso, in una discesa improvvisata per biciclette. Succedeva al Santuario di Belmonte, a Valperga, dove la rampa per persone con disabilità e gli scalini del sagrato erano diventati negli ultimi tempi teatro di comportamenti rischiosi. Episodi ripetuti, segnalati più volte, che hanno portato a una decisione tanto netta quanto inevitabile: chiudere l’accesso con catene e lucchetti.

La misura è entrata in vigore da venerdì 27 marzo e riguarda la rampa in entrambe le direzioni. Catene in acciaio, robuste, fissate con lucchetti, che segnano un cambio di passo nella gestione degli accessi a uno dei luoghi più frequentati del territorio.

Alla base della decisione c’è una situazione che, col passare del tempo, era diventata sempre più difficile da controllare. Secondo quanto riferito dai gestori del santuario, diversi ciclisti continuavano a ignorare il divieto di transito per i mezzi a due ruote, posto all’inizio della rampa. Non solo: una volta raggiunto il sagrato, alcuni si lanciavano in discesa lungo gli scalini, affrontandoli a velocità sostenuta.

Un comportamento che ha sollevato più di una preoccupazione. Da un lato il rischio concreto per l’incolumità delle persone presenti, tra pellegrini, visitatori e famiglie. Dall’altro, il pericolo di danneggiare le lastre in pietra del sagrato, parte integrante del valore storico e artistico del complesso.

Da qui la scelta, definita dagli stessi responsabili come una “mossa restrittiva”, ma dettata dalla necessità. «La prudenza non è mai troppa», spiegano, sottolineando come le ripetute violazioni abbiano reso inevitabile un intervento più incisivo rispetto ai semplici divieti e richiami.

La chiusura della rampa, però, non significa la sua eliminazione. L’accesso resterà garantito in occasione delle celebrazioni religiose: verrà aperto mezz’ora prima dell’inizio delle funzioni e richiuso al termine. Inoltre, il custode del santuario resterà a disposizione per consentire il passaggio in caso di necessità, semplicemente contattando il numero indicato in bacheca.

Una soluzione che cerca di tenere insieme due esigenze: da una parte la sicurezza e la tutela del luogo, dall’altra il diritto all’accessibilità per chi ne ha bisogno. Un equilibrio delicato, che passa inevitabilmente anche dal senso civico di chi frequenta il santuario.

Il provvedimento arriva alla vigilia delle festività pasquali, periodo in cui Belmonte registra un afflusso significativo di visitatori. Proprio per questo, la scelta assume un valore ancora più rilevante: prevenire situazioni di rischio in momenti di maggiore presenza.

Il messaggio che arriva dal santuario è chiaro e va oltre il singolo episodio. Non si tratta solo di vietare o limitare, ma di richiamare a un uso consapevole e rispettoso degli spazi comuni. Luoghi che, per la loro natura, richiedono attenzione, misura e responsabilità.

Perché pedalare è una libertà, ma farlo senza mettere a rischio gli altri è un dovere. E quando questo equilibrio si rompe, anche una rampa può trasformarsi in un problema. Belmonte ha scelto di intervenire. Ora la risposta è affidata, prima di tutto, al comportamento di chi quei luoghi li vive ogni giorno.

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